Regionali Abruzzo: pianto di stelle

Il popolo abruzzese ha segnato il termine di un’esperienza politica che fin troppo è durata

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Sin da bambini sappiamo che la notte del 10 agosto di ogni anno la notte della
festa di San Lorenzo, causa un particolare passaggio astronomico sono visibili le scie
delle stelle cadenti. Giovanni Pascoli nell’immortale sua poesia “10 agosto” chiamò questo
fenomeno “pianto di stelle”.

Sarà per i mutamenti cosmici o per altro motivo che quest’anno un pianto di stelle è avvenuto visibile in Italia non ad agosto però, ma anticipato in febbraio, poi,
particolarmente visibile nella Regione Abruzzo. Il movimento politico 5 Stelle ha avuto una caduta di ben 200.000 preferenze, una vera catastrofe del firmamento. Se ieri sera non ci fossero state le nuvole che coprivano il cielo chissà quanti desideri si potevano chiedere!
Un desidero che si avvera già c’è.

Il movimento politico (mai dire partito!) cosi come lo definiscono i suoi capi
finalmente ha iniziato il tramonto. Un tramonto di una stella è la sua fine per sempre.
“Fusse che fusse la vorta bona” che Di Maio, di Battista e compagnia cantante
lascino il governo della nazione e restino soltanto a vaffanculare sulle piazze.
Nel vaffanculo sono nati e nel vaffanculo finiranno.
Chi di spada ferisce, di spada perisce, si suole dire.

Bene, il popolo abruzzese, tosto e severo come il loro territorio aspro e amaro,
ha segnalato il termine di un’esperienza politica che fin troppo è durata. Un movimento certamente più serio del M5Stelle, sto parlando dell’Uomo Qualunque, durò lo spazio di un’elezione. Sparì dopo il successo elettorale del 1948. E’ vero che i tempi cambiano e sono cambiati, ma aver sopportato sino ad oggi le chiacchere del comico Grillo, del guro Casaleggio, quindi della loro banda che li ha seguiti, è stato insulto al buon gusto ed all’intelligenza degli italiani.

Aver osservato il grillino On. Fico senza cravatta con le mani in tasca durante
l’esecuzione dell’inno nazionale al Vittoriano il 4 novembre scorso, è il segno massimo del degrado in cui questa nazione di maleducati ed ignoranti si è cacciata per causa di costoro.

“Qousque tandem Catilina abutere patentia nostra?” esclamò Cicerone in Senato a proposito di un politico siciliano della sua epoca. Noi ripetiamo forte e chiaro questo “qousque tandem” a proposito dell’esperienza grillina al governo.

Bravi gli abruzzesi ad aver iniziato e respingere i satana della politica impersonata dal sig. di Maio e dalla Caseleggio associati. Tra pochi giorni anche i sardi avranno in mano la facoltà di dire no a costoro e dare quindi fiducia a forze politiche di qualunque colore, ma di certa esperienza politica e diplomatica.

Vadano i grillini a confluire con i peggiori “gilet jaunes” francesi, la loro cultura di “casseur” gli va genio, ma purtroppo mentre quelli spaccano vetrine, in Italia i grillini spaccano lo stato e le sue istituzioni.
Siamo certi che gli elettori sardi lo faranno.
Come gli abruzzesi, i sardi sono un popolo forte, coeso e serio e soprattutto dotato di italica intelligenza per cui il no al M5 stelle sarà per loro un fatto naturale.

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