Registro tumori: continua il “botta e risposta” con la Asl

Nella nuova replica inviata dal dott. Storcè viene evidenziato la carenza del RenCam (registro nominativi delle cause di morte)

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Registro tumori: tra botta e risposta prosegue la querelle circa questo strumento fondamentale in ambito sanitario, oggetto, di recente, di accese polemiche tra Asl e dott. Storcè.

“Se non conoscessi personalmente e stimassi da anni la dr.ssa Brustolin, direi che la Sua replica ad una mia nota sul Registro Tumori, solo oggettiva e non altro, tanto per capirsi, risente di un’ impronta ‘politichese’ che mal si addice alla Sua cultura.

Purtroppo, cara Angelita, le “criticitá”, oggi mi sembra si dica così, sollevate non hanno ricevute la risposta puntuale che invero mi attendevo, posto che da anni ci occupiamo di malattie professionali: e sul punto mi riferisco al tumore del polmone nel distretto ceramico.

Forse, questo potrebbe spiegarsi col fatto che il c.d. “Report” sugli infortuni del lavoro e malattie professionali, a cura dell’Osservatorio Epidemiologico Provinciale degli infortuni del lavoro e delle malattie professionali, insediato proprio nella UOC PRESAL della Asl/VT, è fermo al primo semestre 2012, come si evince dal sito della Azienda Sanitaria: siamo agli sgoccioli del 2019 e 7 anni di ‘silenzio’ non sono davvero pochi.

Nè ho letto una qualche considerazione relativa al LNH: il glifosfato non è l’ovetto Kinder e la coltura intensiva della nocciola, anche in forza di recenti e giustificati interessi di grosse aziende nazionali, è una realtá in quella zona del viterbese: devo rimanere del mio iniziale intendimento, pur riconoscendo che il Tuo lavoro ha tutti i caratteri dell’eccellenza, giá soltanto a partire dal Tuo indefesso impegno professionale.

Tuttavia, c’è qualcosa che ritengo debba essere approfondita: mi riferisco al ReNCaM, cioè a dire la rilevazione della mortalitá per causa attraverso i Registri Nominativi delle Cause di Morte.

Se non erro, viene considerato la fonte primaria di informazione circa la mortalitá per tumore: ebbene, risulterebbe che a Viterbo tale Registro abbia attraversato travagliate vicende circa la effettiva destinazione (è ancora presso la UOSD di Medicina Legale ?) e puntuale compilazione: se fosse venuto meno, anche parzialmente, tale flusso informativo, comprenderai che dubbi e titubanze avrebbero seriamente, e probatoriamente, ragione di esistere.

Un’ultima osservazione. Accenni ai tumori epiteliali. La lodevole, balneare, iniziativa della UOC PRESAL con l’opuscolo diffuso circa gli effetti nocivi del sole a livello cutaneo ( pur con la ben nota caduta di stile ad impronta ‘discriminatoria razziale’) ritenevo fosse secondaria ad una naturale ed apprezzabile concentrazione di casi lungo la costa tirrenica: invece, noto flussi prevalenti/esclusivi da Capranica, evidentemente per la presenza della clinica ‘Villa Paola’. Mi chiedo: i tumori epiteliali degli indigeni della costa si recano tutti in quella struttura?

Cara dottoressa, non voglio tediarTi, prendi il tutto come spunto, nulla di personale per il Tuo splendido lavoro che ha stimolato questo costruttivo ping-pong, ma consetimi di rimembrar Durante, in arte Dante, al verso 119 del XXVI Canto dell’Inferno:”Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Con la stima di sempre, Gigi Storcè

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