Reinserimento detenuti, siglata la convenzione tra Procura e carcere

Reinserimento dei detenuti e trasformazione del carcere in risorsa culturale. Siglata oggi la convenzione tra Procura e casa circondariale

402

Reinserimento dei detenuti e trasformazione del carcere in risorsa culturale.

Sono molteplici le finalità sottese all’importante “Convenzione per lo svolgimento di attività di volontariato ad opera dei detenuti della casa circondariale di Viterbo presso il Palazzo di Giustizia di Viterbo” che si è tenuta stamattina alla presenza delsindaco di Viterbo Giovanni Arena, del procuratore capo Paolo Auriemma, del presidente del Tribunale Maria Rosaria Covelli, del rettore dell’Università di Viterbo Alessandro Ruggieri, del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, del direttore del carcere Mammagialla di Viterbo, Pierpaolo D’Andria, del Prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, del presidente di Confagricoltura Viterbo–Rieti Pierferdinando Chiarini, del senatore Umberto Fusco, del presidente dell’Ordine degli avvocati di Viterbo Marco Prosperoni, del capo dipartimento amministrazione penitenziaria Francesco Basentini e della docente e membro del Consiglio Superiore della magistratura Paola Balducci.

Una tappa importante verso la progressiva conquista di un carcere meno punitivo e più umano che possa, finalmente, fungere anche da strumento per una reintegrazione sociale una volta scontata la pena.

Per realizzare questa significativa tappa di solidarietà, “un progetto da sempre auspicato” dal vescovo Fumagalli, è stata necessaria la sinergia e la collaborazione fattiva tra i tanti attori coinvolti, ognuno dei quali ha contribuito, nel suo ambito, al raggiungimento del risultato.

Nello specifico, l’attività dei due detenuti individuati, che, in maniera volontaria hanno dato la loro disponibilità ad un attività di utilità sociale in maniera gratuita, si concretizzerà nella cura e manutenzione delle aree verdi di pertinenza del Tribunale.

Per svolgere questo tipo di compito sono stati formati da tecnici di Confagricoltura che ha fornito anche l’attrezzatura specifica.

“La convenzione sottoscritta oggi è un decisivo passo in avanti verso la realizzazione degli obiettivi espressi da tutta la comunità con la quale, quotidianamente, ci interfacciamo e relazioniamo, cogliendone esigenze, priorità e necessità.

Si tratta di un importantissimo risultato, utile a far rimettere in gioco i detenuti, a fargli esprimere le loro capacità, a dare un senso al concetto di rieducazione (concetto fondamentale anche per il nostro giornale) che sottende, e dovrebbe costituire l’essenza, della funzione punitiva dell’istituzione carceraria.”

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui