La religione che divide e non unisce

Religione o follia? Quando il nome di Allah si macchia di sangue

291

Purtroppo ieri abbiamo assistito all’ennesimo attacco terroristico in Francia, ultimo in ordine dopo le stragi del Bataclan e di Charlie Hebdo, per citarne due. Questa volta è toccato a Nizza prima (3 morti) e ad Avignone poi (un ferito). Attacchi tutti di matrice islamica, tutti in nome di Allah. L’attacco avvenuto a Nizza è stato ispirato ad un episodio che vede protagonista Maometto, infatti il profeta musulmano decapitò i membri della tribù ebraica Banu Qurayza e vendette le loro mogli come schiave, solo perchè si rifiutarono di riconoscerlo come profeta. Ma il problema sorge anche nel fatto che, per i musulmani, la religione non è solo una questione spirituale, ma un vero e proprio sistema legale e politico, chiamato Sharia. Di fatto quindi, non esiste alcuna separazione tra religione e stato.

Ovviamente anche altre religioni hanno avuto episodi violenti -vedi le crociate- ma c’è un motivo se tali episodi risalgono a tempi lontani, in quanto barbari e disumani. Risulta anche doveroso premettere come non si stia generalizzando, ma parlando solamente di coloro che si macchiano di sangue pur di onorare la propria religione. Si sta assistendo ad un vero e proprio assembramento di un esercito da parte dell’Isis, che prima o poi diventerà incontrollabile. Perchè per certi versi l’addestramento del Califfato ricorda quanto avveniva a Sparta: l’Isis utilizza sempre di più i ragazzini per giustiziare i nemici. Ultimamente però l’utilizzo dei bambini soldato (pratica diffusa soprattutto in Africa centrale e in Medio Oriente) sembra essere diventato sempre più sistematico. Lo dimostrano i materiali di propaganda e le analisi degli esperti. Ma secondo gli analisti non si tratta solo di propagazione del messaggio: “I bambini vengono usati per attentati kamikaze, come combattenti, come cecchini e come spie”, spiega John G. Horgan esperto di terrorismo, docente di psicologia alla Georgia State University di Atlanta e autore di Psicologia del Terrorismo.

Se per certi versi la religione unisce, per altri divide. Come è possibile utilizzare un credo per mietere migliaia di vittime? Sicuramente al Califfato viene data un’interpretazione machiavellica alle scritture islamiche, ovvero che la la religione è solamente un mezzo con cui tenere salda e unita la popolazione nel nome di un’unica fede.

L’indottrinamento è addestramento, il credo è comando. Perchè predicare Allah così, ha un costo molto alto.

L’invito è alle comunità musulmane: distaccatevi dall’atteggiamento di questi pazzi e predicate la vostra religione, perchè quanto sta accadendo è pura follia.

 

1 commento

  1. Ricordo solo che Roma cadde per una causa…religiosa, il cristianesimo! Morire ancora, dopo 2000 anni, per fenomeni religiosi è pura follia. Credi personali a parte! Magari si eviti di andare a prendere a casa questi idioti, ne potremmo invece esportare, dandogli pure la mancetta!!!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui