Renzo De Felice dimenticato dalla sua città

Il Governo ha deciso di commemorare l’accademico reatino Renzo De Felice con una donazione per ciascuno degli anni 2019 e 2020.

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Commemorazione per Renzo De Felice

L’8 aprile 1929 nasceva a Rieti lo storico Renzo De Felice. Iscritto al Partito comunista durante gli anni universitari, poi tra i firmatari nel 1956 del “Manifesto dei 101” contro l’invasione sovietica dell’Ungheria e la successiva adesione al Partito socialista, fino alla decisione di abbandonare ogni militanza politica per dedicarsi esclusivamente ai suoi studi e diventare a tutt’oggi il più importante storico del fascismo in Italia.

La città che gli ha dato i natali e la scuola reatina dove ha studiato, il liceo classico Marco Terenzio Varrone, dal 1996, anno della sua scomparsa, non hanno mai tributato il giusto riconoscimento all’illustre cittadino, fatta eccezione per l’intitolazione di una via nel quartiere di Campoloniano, promossa dal sindaco Antonio Cicchetti,  e l’organizzazione di una giornata di studi da parte dell’amministrazione comunale nel 2004.

Quest’anno, in occasione dei 90 anni dalla nascita, anche il Governo ha deciso di commemorare l’accademico reatino prevedendo nella legge di bilancio una spesa di 60 mila euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, a favore della “Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice” diretta dal prof. Giuseppe Parlato, ai fini di un programma straordinario di inventariazione, digitalizzazione e diffusione dei fondi librari e archivistici posseduti dalla Fondazione, e alla promozione di ricerche e convegni per ricordare l’opera dello storico e anche il pensiero del filosofo Spirito, di cui sempre quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della morte.

Al momento non risulta che in città sia in cantiere qualcosa per commemorare De Felice, autore della monumentale biografia su Mussolini, che ha rivoluzionato l’approccio storiografico sul fascismo, rendendo i suoi studi imprescindibili per ogni approccio alla materia. Certamente si è ancora in tempo per onorare la sua memoria e la sua opera e contestualizzarla nel presente, magari dedicandogli il premio letterario che già da undici anni si svolge a Rieti ma che ancora stenta a trovare una propria identità. Trasformare l’evento editoriale in un festival della saggistica storica sul Novecento, intestandolo al celebre professore reatino, potrebbe eguagliare il successo del Premio Acqui Storia, nato nel 1968 ad Acqui Terme per commemorare il sacrificio dei soldati della divisione Acqui a Cefalonia nel 1943 e diventato negli anni vero punto di riferimento per tutti gli appassionati ed esperti del settore.

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