Reparto psichiatrico spostato a Tarquinia: dalla Consulta della Salute Mentale tutto tace

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Reparto psichiatrico spostato a Tarquinia nella più completa indifferenza.

Ad alzare la voce contro questa mancata presa di posizione delle istituzioni preposte alla tutela dei malati psichiatrici è il segretario regionale Nursing Up, Filippo Mario Perazzoni che denuncia:

Alessandro Schilirò (Nursind) e Mario Perazzoni (Nursing Up)

 

“Viene smantellato l’SPDC a Viterbo e la Consulta della Salute Mentale,rappresentata dal presidente dell’AFESOPSIT (ex presidente della Coop Alice già affidataria da parte ASL di piani individuali di assistenza e di riabilitazione), tace.

Tace di fronte al disagio inferto ai pazienti e ai loro famigliari imposto dalle scelte ASL mentre si è sempre distinto per gli attacchi agli operatori.

Tace di fronte all’imminente spostamento dell’SPDC a Tarquinia che rappresenta l’ultimo atto di una serie di azioni demolitive operate dall’attuale Direzione Aziendale nei confronti della Salute Mentale viterbese.

Tace proprio in un momento in cui la salute mentale è diventata un’emergenza assoluta sospinta dalla pandemia da covid.

Tra pochi giorni gli utenti di Viterbo e provincia si ritroveranno con il CSM nel Capoluogo, il Day Hospital a Montefiascone e l’SPDC a Tarquinia.

Queste tre strutture dovrebbero,in una logica integrata di equipe, ritrovarsi in uno stesso contesto, tra poco saranno sparpagliate su tutta la provincia determinando disagi e limitazioni all’accesso alle prestazioni.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo provvedimento improvvisato nel quale sembrano prevalere le solite logiche di potere.

Mentre si parla di malato al centro, di fare rete e si continuano a creare slogan, la sanità viterbese viene distrutta.

Siamo vicini ai pazienti e ai loro famigliari con tutte le loro sofferenze. Siamo vicini a tutti gli operatori che dovranno sottrarre alle loro famiglie due ore al giorno e i costi economici di una scelta scellerata che li obbligherà a fare 100 km al giorno per andare al lavoro.

Ci possiamo però consolare, si fa per dire, pensando che questa scelta della ASL almeno non aumenta il rischio covid, vista l’impossibilità di spostarsi tra le varie sedi con i mezzi pubblici.”

1 commento

  1. Questo è un vero attentato dinamitardo! Una scelta scelerata che rispecchia i Supremi Comandanti. Giá. La Cooperativa Alice che fine ha fatto?! Si vociferava, dopo l’insabbiamento interno, di una indagine. Sará vero? E con quali risultati ? A Viterbo?

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