Il locale di San Pellegrino ha ricevuto controlli delle forze dell'ordine, dopo l'accusa di presunta violazione della normativa anti-Covid

Residenti contro “Al 77”: “Noi forniamo solo servizio da asporto, con drink sigillati da consumare a casa”

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“Al Settantasette” di nuovo preso di mira dai residenti di San Pellegrino. In un periodo quanto mai complesso per le attività commerciali, soprattutto del centro storico di Viterbo, si riaccendono le polemiche da parte di “personaggi ignoti del quartiere” e i gestori del bar, i due fratelli Manfredi e Orlando.

Al centro della discussione – che Manfredi ha deciso di rendere nota tramite i canali social – ci sarebbe infatti l’accusa, rivolta da alcuni residenti nei confronti del locale, sulla presunta somministrazione di bevande ad avventori che consumerebbero per strada, fuori dal bar, violando le normative imposte dal Governo per contenere i contagi da Coronavirus.

Via di San Pellegrino deserta

“Come potete vedere le strade sono totalmente vuote, l’unico punto di luce commercialmente parlando siamo noi, che non facciamo da bere ma serviamo da bere soltanto alle persone che se lo portano a casa”, racconta Manfredi in un video.

“Abbiamo ricevuto la visita delle forze dell’ordine – spiega ancora il gestore di “Al 77″ – che molto cortesemente si sono palesate perché chiamate da ‘personaggi ignoti del quartiere’ che dicono che noi facciamo da bere ad avventori che continuano a bere per le strade, che come potete vedere sono vuote. Non sappiamo più che dire, le forze dell’ordine sono state molto molto compiacenti, hanno capito perfettamente la situazione e sono state abbastanza dalla nostra parte”.

“Noi continueremo a fornire servizio di asporto – conclude Manfredi – con drink sigillati da poter consumare a casa”.

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