Resistenza ai colleghi: ex carabiniere condannato a 7 mesi, ma assolto per stalking e furto

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tribunale

VITERBO – Condannato a sette mesi (e 300 euro di multa) per resistenza a pubblico ufficiale e per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Assolto, invece, per stalking e altri reati per cui era imputato. Infatti, un ex carabiniere ortano doveva rispondere di sette capi di accusa da cui è uscito parzialmente pulito. E ora è arrivato al termine un processo annoso e carico di tensione, basato su dei fatti del 2011. Avvenuti a Orte.

Nell’udienza finale, davanti al giudice Silvia Mattei, c’era anche l’avvocato difensore dell’ex maresciallo, Samuele De Santis: “Una pioggia di assoluzioni e una pena mite è quanto di più roseo potevamo attenderci. È stato un processo spinoso e difficile, gestito con sapienza e capacità dalla dottoressa Mattei”.

Giudice, pubblico ministero e avvocato hanno dovuto vedersela con un procedimento lungo e articolato. Una vicenda che ha visto in ballo vari capi di imputazione: per il rifiuto d’indicazioni sulla propria identità c’è stata la prescrizione; per gli atti persecutori (stalking) è stato assolto; assolto anche per i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose e quello sulle persone; così come per il furto.

Ecco la vicenda, nella versione raccontata nell’udienza del 22 febbraio scorso direttamente dall’imputato, sentito come testimone. A luglio 2011 l’allora carabiniere ospita nella sua casa una persona. L’inquilino, continua il racconto dell’imputato, sarebbe dovuto restare solo tre mesi. L’ex carabiniere si tenne una stanza per il fine settimana, quando da Roma (prestava servizio al Nas) tornava a Orte.

Ma poi, l’inquilino non se ne andò, e da lì iniziarono le traversie dell’imputato. Il quale ha raccontato in aula che addirittura l’inquilino avrebbe subaffittato il garage. Al che, l’ex carabiniere avrebbe, da un lato, cambiato il blocchetto della serratura; dall’altro, tentato di convincerlo a lasciare l’appartamento. Le cose non andarono lisce, e dovettero intervenire i carabinieri di Orte, con cui l’ex sottufficiale non aveva un rapporto bonario. Il contrasto con i suoi colleghi si sommò alla controversia con l’inquilino. Ne nacquero sette accuse di reato da cui il maresciallo in congedo ne è uscito parzialmente indenne.

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