Ri-apertura scuole: come suicidarsi 2 volte in pochi mesi

Era prevedibile che l'attuale Governo non fosse in grado di creare un DPCM come si deve, ma sacrificare l'Italia per l'ennesima volta è troppo

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Non che credevamo fosse difficile da prevedere, ma il governo Conte e il suo incompetente Ministro dell’Istruzione hanno toppato un’altra volta: riaprire le scuole con l’Italia stremata, creando nuovamente il rischio fortissimo di una nuova chiusura, è una sfida alla sorte, come mettere un cappio al collo al Bel Paese e sperare che venga salvato dall’intervento dell’angelo della morte.

Non è bastata, ai nostri governatori, l’esperienza della seconda ondata causata principalmente dal ritorno in aula. La perseveranza, già dimostrata in senso negativo più volte, è una prerogativa primaria dello Stato attuale. I dati non hanno mai mentito e non possono in alcun modo essere messi in discussione dopo la doppia prova che ha confermato i primi sospetti sorti a inizio autunno: i contagi sono saliti nel periodo settembre-ottobre proprio a causa della didattica in presenza e, allo stesso tempo, diminuiti con quella a distanza.

Probabilmente la spinta dei genitori che non sanno dove mollare i propri figli (e hanno ragione, ma allora si intervenisse su questo!), dei professori incompetenti e arretrati che non sono in grado di sfruttare a dovere le meraviglie del digitale, e degli studentucoli di sinistra che non vedono al di là del proprio naso e vogliono solo tornare ad ammassarsi fuori le scuole (meglio non azzardare ipotesi sul motivo profondo del loro desiderio), valgono una perdita troppo grande di favori per il M5S, il quale, ancora una volta, dimostra di avere tutto meno che la trasparenza nel proprio bagaglio.

E non si dicesse che si sono creati dei “tavoli” a livello provinciale per discutere sul controllo nelle zone esterne: a meno che non si vogliano (finalmente) far lavorare tutti e 3 i milioni di disoccupati che ci sono in Italia, questo obiettivo non è neanche avvicinabile.

Intanto negozianti e ristoratori muoiono di fame con meno della metà degli stipendi degli anni precedenti, il Natale sarà un disastro economico incolmabile per la maggior parte degli italiani e, udite udite, riaprono (e questa davvero è incomprensibile rispetto a tutte le altre decisioni) le piste da Scii, alla faccia di tutti gli altri lavoratori in difficoltà. Che Conte & co. abbiano una passione profonda per lo sport delle montagne?

 

 

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