Ordinanza prima redatta ed annullata, il sindaco vuole aspettare sabato 12 per fare le ultime verifiche e decidere se rimandare l'apertura al 24 settembre

Riapertura scuole, Arena vuole attendere sabato per decidere: ci sono le condizioni per riaprire?

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Giornata convulsa quella di ieri per quanto riguarda le scuole: prima da Palazzo dei Priori trapela la notizia di un’ordinanza che avrebbe rimandato la riapertura al 24 settembre, poi la smentita ed infine la comunicazione che, per ora, la data fissata rimane quella del 14 settembre, come previsto dalla linea governativa.

Ma la domanda che sicuramente si starà facendo Arena insieme all’assessore Elpidio Micci è la seguente: ci sono davvero le condizioni per far tornare i ragazzi nelle aule?

La risposta arriva direttamente da alcuni presidi e non è delle migliori: “Non possiamo garantire la riapertura per quella data”. Per l’esattezza, ben 26 presidi degli istituti viterbesi hanno scritto all’ectoplasmatico Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. La richiesta nasce da diverse considerazioni, anzi, da diverse lacune che, al momento, i dirigenti scolastici non sanno come colmare entro lunedì prossimo, giorno “X” sul calendario.

Innanzitutto la mancanza di servizi igienici adeguati, la “lista della spesa” che ogni preside ha redatto per andare a fornirsi di tutti gli strumenti necessari è lunga e, data anche la situazione economica in cui versa il sistema scolastico viterbese, riuscire a reperirli in un così breve lasso di tempo è un’impresa ai limiti dell’impossibile.

Il secondo ostacolo sono le aule, la struttura di molte classi degli edifici scolastici, difatti, non era assolutamente in grado di poter garantire il distanziamento sociale tra studenti e docenti, per questo sono partiti i lavori di adeguamento, ma solo una settimana fa circa. Inoltre, le cosiddette “classi pollaio” non sono affatto di aiuto, nelle scuole ce ne sono diverse. E sono molti anche gli alunni che necessitano dell’insegnante di sostegno, servirebbero perciò delle aule molto spaziose.

E’ enigmatica anche la situazione delle cattedre vacanti e del personale Ata, ovvero i collaboratori scolastici. Nella lettera scritta dai presidi si legge che ci sono istituti in cui mancherebbero addirittura 60 docenti, mentre non sarebbe ben chiara la situazione dei collaboratori scolastici. Di certo, con queste enormi falle organizzative si può fare tutto tranne che ripartire in sicurezza.

Alla lista dei problemi si aggiunge anche la situazione trasporti, ovvero autobus e scuolabus. Come molti sanno, tranne a questo punto i funzionari della Azzolina, ci sono diverse scuole nella Tuscia che annoverano moltissimi pendolari tra i propri studenti e, sinceramente, le risposte arrivate sia dal Ministero dell’Istruzione che da quello dei Trasporti sembrano essere gravemente insufficienti. In aggiunta, dei famosi e bistrattati banchi monoposto, di cui l’arrivo era stato promesso dal commissario Arcuri entro l’8 settembre, non si è vista è neanche l’ombra.

Infine, sui lavoratori fragili non sono ancora arrivate indicazioni precise. Nel frattempo questi chiedono – giustamente – le dovute attenzioni.

Ormai è chiaro: tra i vari Ministeri è in atto uno scandaloso scaricabarile, con la responsabilità di un possibile – anzi, più che probabile – fallimento finita sulle spalle di sindaci e dirigenti scolastici locali.

 

 

 

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