Riapertura scuole, Ciambella (Pd): “Arena ci illustri quali misure di sicurezza sono state attuate dal Comune”

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La consigliera comunale del Pd, Luisa Ciambella, presenta un interrogazione urgente al sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena. L’oggetto è la riapertura delle scuole, tema molto caldo in questi giorni. Nello specifico, la consigliera chiede ad Arena quali siano le misure di sicurezza attuate dal Comune di Viterbo per garantire il ritorno degli studenti nelle aule in tutta tranquillità.

“Egr. Sig Sindaco – scrive l’ex capogruppo Pd – dopo averla vista all’opera a settembre, quando sia lei che il Presidente Nocchi comunicavate che per le scuole tutto era pronto e predisposto, che non c’erano problemi e poi abbiamo visto carenza si trasporti e spazi ed il conseguente andamento dei contagi che tutti conosciamo, dopo che abbiamo visto i nostri ragazzi viaggiare su autobus come fossero vagoni bestiame sempre raccomandando come mantra il rispetto delle distanze, non possiamo che preoccuparci”.

La consigliera continua: “Oggi leggo sui giornali che è contrario alla riapertura delle scuole ma nei piani operativi presentati ai tavoli competenti si garantiscono trasporti sicuri. In questo quadro qualcosa continua a non funzionare, quindi prima di mettere nuovamente le scuole in difficoltà, di ridimensionare la didattica a distanza è appena il caso di chiederle di verificare attentamente la veridicità di quanto presentato al tavolo prefettizio per evitare come scrivete nei vostri articoli che non ci siano sufficienti garanzie di sicurezza. A questo proposito sarebbe più che necessario conoscere e divulgare le azioni previste a potenziamento dei trasporti che la nostra partecipata, la Francigena con l’ex amministratore delegato affaccendato in altro, ha pianificato”.

“Tutto questo al fine di evitare – prosegue Ciambella – quello sport che tanto le riesce, ossia ‘il gioco delle parti’, provando a lasciare il cerino in mano al rappresentante del governo che ha agito sulle vostre assicurazioni e sulle vostre comunicazioni e ai dirigenti scolastici che si troveranno a dover fronteggiare da soli l’ennesima emergenza, per non parlare delle famiglie che al 3 di gennaio non hanno notizie rassicuranti e tranquillizzanti sul futuro scolastico dei loro figli. Ribadisco che se ci sono criticità, come ci sono, il luogo preposto per formalizzarle è il tavolo prefettizio dove da quello che si legge nulla è emerso in questo senso”.

Luisa Ciambella poi sottopone ad Arena alcune considerazioni di Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio: “Caro Sindaco, le vorrei segnalare le osservazioni fatte da una persona di equilibrio come l’assessore alla sanità del Lazio Alessio D’Amato che in una intervista di ieri al Messaggero dichiara : ‘Così le scuole non possono aprire il 7 gennaio’ e poi ‘Penso al Lazio: quando le scuole riaprirono a settembre 300 eranoi positivi al giorno, oggi sono 2000′. Ricordiamo lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità che poco più di un mese fa ci disse che il luogo che ha favorito la maggiore diffusione del contagio proprio a causa dei trasporti è stata la scuola. Queste dichiarazioni di D’Amato meritano una riflessione attenta sulla scorta della quale sarà bene che lei interpelli l’azienda sanitaria locale perché possa confermare o smentire le preoccupazioni dell’assessore anche alla luce dei risultati dello screening sulle scuole medie superiori che ha appena intrapreso. E’ di stamattina l’intervista all’assessore alla sanità della Regione Puglia per altro virologo, il Prof. Pier Luigi Lopalco che, in linea con l’assessore D’Amato, non ha dubbi e dichiara: ‘Ho sempre nutrito perplessità sul fatto che in una fase di forte circolazione virale si tengano le scuole completamente aperte”,“ Bisogna tenere conto della socialità che gira intorno alla scuola quindi posso avere anche scuole perfette ma tutto ciò che ruota intorno a partire dai trasporti fa la differenza’. Le ricordo, Sindaco, che su una popolazione scolastica superiore di 13000 studenti, 8000 si muovono su mezzi pubblici per raggiungere la loro scuola che all’80% dei casi è ubicata nella nostra città. A tal proposito che tipo di garanzie ha ottenuto da Cotral? Può rendere pubblici il piano Cotral e quello di Francigena? Che tipo di azioni sta mettendo in campo per rispondere all’esigenza di evitare i possibili assembramenti a ridosso delle fermate degli autobus come richiesto espressamente dal Prefetto?”

“Sig. Sindaco – conclude l’interrogazione – a prescindere dalle decisioni nazionali, restano comunque in capo a lei, quale massima autorità sanitaria locale per la tutela della salute pubblica, alcune responsabilità precise. La prima è quella di comunicare al Prefetto le sue motivate preoccupazioni per le scuole della nostra città ed eventualmente prendere i provvedimenti conseguenti, la seconda esternare queste preoccupazioni al comitato tecnico scientifico ed al commissario Arcuri. In ogni caso, sig. Sindaco, aspetto che relazioni in Consiglio comunale in maniera dettagliata sugli interventi che lei e l’amministrazione avete posto in essere per garantire nelle scuole una situazione migliore di quella che gli studenti hanno lasciato, i suoi interventi per la Francigena e per i trasporti nonché per favorire quello screening delle scuole medie superiori ed inferiori che, nell’indifferenza generale, ho richiesto ossessivamente in questi mesi e che è stato tacciato per superfluo e strumentale per poi vederlo avviare dalla Asl nei giorni 4 e 5 gennaio, con la ripresa scolastica fissata per il 7 gennaio. Evito qualsiasi commento perché è tutto troppo chiaro, purtroppo. Lascio a lei la riflessione e valutazione sulle occasioni perse, sulla staticità dell’amministrazione comunale su questi temi e sul grave pregiudizio che l’ha portata a ritenere che suggerimenti e proposte su questo tema da me avanzate mezzo stampa e in Consiglio comunale fossero da bocciare a prescindere, mentre il tempo sta dimostrando che erano e restano indispensabili e volti esclusivamente a tutela della salute come Bene Comune. Per il futuro ci pensi”.

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