La leader di Fdi dichiara di non condividere le decisioni annunciate ieri dal premier. E sulla conferma del coprifuoco: "Il Governo non può calpestare le libertà fondamentali senza motivo"

Riaperture, Meloni critica: “Da Conte a Draghi tutto cambia perché nulla cambi”

160
giorgia meloni

Da lunedì 26 aprile in Italia ci saranno delle parziali riaperture, come annunciato ieri dal premier Mario Draghi in conferenza stampa, con possibilità di pranzare e cenare nei ristoranti, – purché all’aperto – e la ripartenza di cinema e teatri con ingressi ridotti in zona gialla.

Gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado torneranno a scuola in presenza al 100% e sarà inoltre consentito spostarsi tra regioni gialle e tra quelle di colore diverso mediante un “pass” apposito.

Decisioni, queste, che non hanno accontentato il partito di Fratelli d’Italia. Molto critica la leader Giorgia Meloni, in particolar modo sulla scelta di mantenere il coprifuoco dalle 22 alle 5, che ella stessa definisce un “calpestare le libertà fondamentali senza motivo”.

“A più di un anno dall’inizio della pandemia – scrive la leader di Fdi sulla sua pagina ufficiale – si continua con la stessa miope e inconcludente visione che ci ha portati fin qui. Resta il coprifuoco alle 22 e rimane il sistema delle zone, con il ritorno di quella gialla. Sono confermate le chiusure fino al 26 aprile e non si sa quando potranno riaprire le attività al chiuso. E mentre la comunità scientifica ci dice che il contagio all’aperto è praticamente nullo, si rinuncia a riaprire immediatamente le attività all’aperto, facendo perdere altri punti alla nostra economia. Si parla di riapertura di tutte le scuole ad anno scolastico praticamente finito e senza risolvere il problema del trasporto pubblico. Da Conte a Draghi tutto cambia perché nulla cambi“, commenta la Meloni.

Sul discorso delle palestre, che dovrebbero restare chiuse ancora per tutto il mese di maggio, la Meloni aggiunge che ciò rappresenta “l’ultima violenta mazzata ad uno dei settori più colpiti in assoluto: chiuse ininterrottamente da ottobre dopo aver speso soldi per adeguarsi ai protocolli anticontagio, umiliate con ristori e sostegni ridicoli, ora le fanno riaprire quando ormai la stagione è finita. Oltre agli incalcolabili danni, pure la beffa. Non riconoscere l’importanza dello sport per la salute e per il benessere delle persone è grave e inammissibile, massacrare senza alcuna base scientifica le palestre e le associazioni sportive è ignobile. Anche per questo abbiamo chiesto la sfiducia dell’indifendibile Speranza”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui