“Ricarica la truffa”, i raggiri dei “furbetti” del Postepay

Continua il nostro viaggio attraverso le truffe. La più nota carta ricaricabile è oggetto di raggiri sempre più sofisticati. Ecco come evitare le trappole

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Poste

Sono noti come i furbetti del Postepay. Le cronache sono piene di storie di persone truffate con il meccanismo della carta postale.

Continuiamo il nostro percorso attraverso i meccanismi ingegnosi di cui rimangono vittime ignari cittadini che si vedono prelevare somme anche ingenti. Dopo le truffe delle assicurazioni e delle case vacanze, oggi affrontiamo un’altra situazione purtroppo molto frequente.

La truffa del Postepay ha visto coinvolte persone che si rivolgevano a note piattaforme online per vendere. Questa carta prepagata è molto utilizzata perché ha numerosi vantaggi: è facile e veloce averla in quanto non richiede l’apertura di un conto né la previa esistenza di un conto di appoggio. Inoltre è facile da usare per acquisti online tanto che ben il 35% avviene con tale modalità. In particolare, quando la si usa, si trasferisce denaro all’altro soggetto sotto forma di semplice ricarica.

E qui si apre un varco per i truffatori.

Vediamo come funziona il raggiro quando si decide di vendere qualcosa su piattaforme online.

La tecnica si basa nel creare un equivoco intorno alle modalità del passaggio dei soldi dal conto corrente alla Postepay, o meglio l’utente è convinto che sta effettuando un bonifico in suo favore, ma in realtà quella somma sta finendo sul conto del truffatore. Quando è stato raggiunto l’accordo “economico” tra venditore e finto acquirente, quest’ultimo dice di voler effettuare il pagamento attraverso Postepay.

Se il venditore accetta, gli verrà richiesto di recarsi presso uno sportello delle Poste, con la promessa che gli verrà accreditato l’importo del prodotto che il truffatore dice di voler acquistare sul conto della carta che il venditore inserirà all’interno dello sportello Postamat. A questo punto viene messa in atto la truffa: il venditore – che si trova allo sportello – riceve una chiamata in cui gli viene detto di inserire il bancomat, di selezionare il circuito di pagamento e poi di selezionare “ricarica Postepay”. L’acquirente falso comunica quindi al venditore un numero di carta Postepay da inserire, ma lui afferma che si tratta del numero dell’ordine del prodotto. Al venditore verrà poi chiesto di selezionare la somma concordata per il prodotto e di confermare infine il pagamento, un’operazione che in realtà consentirà al falso acquirente di farsi accreditare l’importo sulla sua Postepay e di intascare illecitamente i soldi.

Che fare? Chi si accorge di aver accreditato un importo a un finto acquirente, deve avvertire immediatamente gli Uffici della Polizia Postale e denunciare l’accaduto.

Un’altra truffa che ha come protagonista sempre la Postepay è quella tramite l’utilizzo del pishing. L’utente riceve un messaggio di posta elettronica dove si dice che un accredito è bloccato all’ufficio postale o che la carta è stata sospesa per “motivi di sicurezza” in quanto “sono state riscontrate transazioni sospette probabilmente non autorizzate dal titolare”. Per sbloccarla, dice la mail, occorre premere su un link e inviare i propri dati personali.

La mail può facilmente essere scambiata per una comunicazione delle Poste Italiane. L’obiettivo dei truffatori è di entrare in possesso della carta d’identità, del passaporto o della patente in modo da rivendere il documento sul mercato nero.

La Polizia Postale ha ribadito più volte che Poste Italiane non è autorizzata a fare richiesta dei dati personali dei propri clienti tramite internet, per cui una mail come quella descritta sopra non può che essere una truffa.

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