Ricchezze estreme VS assoluta povertà. 10 uomini al mondo sono più ricchi delle 85 nazioni più povere

A rendere nota una statistica a dir poco preoccupante è la ricerca portata avanti da Learn Bonds, che evidenzia come il patrimonio del 10 uomini più ricchi al mondo sia in grado di sovrastare il PIL delle 85 nazioni più povere del globo terracqueo

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Quello di risolvere la fame nel mondo sembra sempre di più un proposito adeguato per le passerelle dei concorsi di bellezza o per le lettere di accesso alle grandi università americane (li dove non contano le competenze ma quanto appari puro et casto). Sicuramente, di tutti i buoni propositi, al momento è quello su cui l’intero mondo è più indietro.

A rendere nota una statistica a dir poco preoccupante è la ricerca portata avanti da Learn Bonds, che evidenzia come il patrimonio dei 10 uomini più ricchi al mondo sia in grado di sovrastare il PIL delle 85 nazioni più povere del globo terracqueo.

Per dirla in termini brutali, domani mattina Jeff Bezos potrebbe svegliarsi e comprarsi il Marocco senza dover nemmeno spendere il suo intero patrimonio. Il magnate di Amazon batte la nazione africana con un risultato di 125 (miliardi) a 119 (miliardi). Veri e propri punteggi da “NBA”. Non male vero?

Bill Gates e Bernard Arnault, invece, con i loro rispettivi portafogli, rispettivamente di 112 miliardi e 108 miliardi, superano il PIL dell’Ecuador che si attesta sui 107. Il guadagno di Warren Buffet fa letteralmente arrossire le entrate della Repubblica Dominicana mentre Amancio Ortega, fondatore di Zara e Marck Zuckerberg di Facebook scavalcano l’Oman.

Dietro i discorsi sulla “fame nel mondo” vi è tanta, troppa retorica. Che sia politica, sociale, impegnata o disimpegnata nella formula del blando discorso da bar, è impossibile non ritenere tremendamente erroneo che un singolo uomo sia in grado di detenere patrimoni maggiori di una nazione, specie quando in quest’ultima vengono a mancare le basi medie per quella che sarebbe considerabile una vita dignitosa.

Insomma, ai lettori la riflessione ed ai posteri l’ardua sentenza, ma se questo è l’andazzo viene solo da chiedersi “tra qualche anno chi potrebbe comprarsi l’Italia?”. E non scordiamoci che qualcuno, tempo fa, aveva già provato a mettere le mani sul Colosseo.

 

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