Riconfermata la stella Michelin allo chef sorianese Danilo Ciavattini

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Riconfermata la stella Michelin allo chef di origini sorianesi Danilo Ciavattini.

Il giovanissimo talento si racconta così sul suo sito: “Ho 38 anni, sono di Soriano nel Cimino Viterbo.
Ho coltivato la passione per la cucina fin da bambino, tra i fornelli di casa, mi piaceva aiutare mia nonna nelle sue preparazioni e ricette tramandate nel tempo, un tempo in cui si comprava poco e niente e si trasformava tutto, questo ha segnato il mio gusto.

Così fu quasi istintivo iscrivermi alla scuola alberghiera di Viterbo….”

Dalla scuola all’inizio di una carriera folgorante il passo è stato breve.

Danilo infatti ha alle spalle anni di carriera in molti ristoranti italiani, in particolare modo nel centro e nel nord Italia.

Il suo trampolino di lancio è stata la Capitale, poi nel 2009, lavorando nel ristorante “Pipero” ad Albano Laziale, riesce ad ottenere il premio di “Cucina Innovativa” dalla guida il Gambero Rosso e nello stesso anno viene premiato come miglior chef emergente del Lazio.

Dopo una breve parentesi come referente culinario tra l’ambasciata finlandese e il nostro paese, nel 2011 torna a cucinare nella sua terra, a Viterbo all’“Enoteca la Torre”, dove riesce a ottenere la stella Michelin, riconfermata qualche giorno fa, e due forchette dal Gambero Rosso.

È con la stessa squadra, ma presso Villa Letitia di proprietà Fendi, che riesce a conquistare le tre forchette del Gambero Rosso.

Nel 2018 apre di nuovo a Viterbo con un locale che porta il suo nome e dove vengono privilegiati quotidianamente i prodotti d’eccellenza della Tuscia con particolare attenzione alla stagionalità.

Come ha spiegato lui stesso in un seminario tenuto lo scorso anno all’Università della Tuscia, l’obiettivo è: “proporre ai clienti i piatti della tradizione in chiave rivisitata, per rievocare ricordi e sensazioni, servendosi della sinergia creatasi tra le materie prime del territorio e le sue stesse mani, riuscendo così a toccare le loro anime.

Nella cucina di qualità, a qualsiasi livello, è importante conoscere e sfruttare al meglio le potenzialità e le specificità della terra, al fine di mettere a punto un autentico menu della tradizione.

Pietanze “confortanti”, che attraverso il profumo degli orti, mescolato alla freschezza dei campi e all’abbondanza dei boschi, si avvalgono di ingredienti segreti come l’amore per le origini e la genuinità dei sapori, valori immateriali che permettono di abbattere il muro della diffidenza tra potenziale cliente e ristorante stellato.”

 

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