“Ricordi?” di Valerio Mieli. Uno stile innovativo per raccontare la normalità

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Dopo dieci anni dal suo primo lungometraggio “Dieci inverni”, Valerio Mieli torna sul palcoscenico del cinema italiano con “Ricordi?” un film tenero, delicato, assolutamente non convenzionale, che procede avanti e indietro nel tempo attraverso le memorie ed i ricordi di due giovani innamorati, interpretati da un malinconico ed intenso Luca Marinelli e da una romantica e disincantata Linda Caridi. Entrambi bravissimi e centrati nei loro ruoli tanto da essere un vero e proprio valore aggiunto in questa storia d’amore che, pur nella sua normalità, viene raccontata dal regista in una maniera assolutamente innovativa per il nostro cinema. E’ un film coraggioso “Ricordi?” perché attraverso piani temporali che si scontrano, livelli della memoria e del ricordo che si susseguono, mondi psichici in continua evoluzione, racconta e trattiene la purezza e la meraviglia ma anche il dolore e la sofferenza di una storia d’amore lungo tutto il corso della sua evoluzione. E involuzione.

Tutto ciò è reso possibile anche grazie al lavoro e al talento di due donne: Daria D’Antonio e Desideria Ryner, rispettivamente direttrice della fotografia e montatrice che, attraverso la loro sensibilità tutta femminile, sono riuscite a dare un colore, una luce, un tempo ed un’armonia alle emozioni, lasciando un segno importante e decisivo all’interno della narrazione.

Il trailer ufficiale

Mieli con questo suo nuovo film torna quindi ad indagare nuovamente la coppia, seguendo il tempo intimo, non logico, dell’animo umano, creando una narrazione estremamente fitta, intricata, a tratti forse un pò lenta ed involuta ma nonostante questo capace di far immergere il pubblico nella storia d’amore che racconta fino al punto di renderlo spettatore di qualcosa di già vissuto, di familiare. Risulta tremendamente amaro ma anche incredibilmente bello questo viaggio proustiano nei luoghi, che hanno una loro memoria, negli odori, che lasciano tracce indelebili e che sono capaci di lasciar scaturire ricordi talmente dolorosi da risultare quasi fisici per quanto sono reali e presenti.

Che piaccia o no, va riconosciuto a Mieli di aver fatto un film nuovo nel panorama contemporaneo del cinema italiano, tanto da dare l’impressione a molti spettatori, che non lo conoscevano, di trattarsi di un film straniero. Il carattere fortemente innovativo del suo lavoro non sta quindi tanto nella storia in sé (sono, infatti, innumerevoli i film che trattano lo stesso tema, tanto da poter essere quasi definiti in un proprio sottogenere. Un esempio tra i più riusciti e recenti: “(500) giorni insieme” di Marc Webb) ma nel modo in cui Mieli ha deciso di raccontarla, concentrandosi così tanto sulla dolcezza e la tenerezza delle emozioni e dei sentimenti di entrambi i personaggi da far diventare sentimenti ed emozioni i veri protagonisti della vicenda.

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