Rientro a scuola il 14 settembre fra mascherine, gruppi, orari scaglionati e distanziamento

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“L’intesa trovata tra governo, regioni, province e comuni sulle linee guida relative alla riapertura delle scuole è un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali” Così afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.

«È essenziale – aggiunge – investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito».

Nella bozza divulgata ieri è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico.

Così si legge nella bozza: «Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali  degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione».

La  bozza del Piano sul rientro a scuola prevede inoltre l’istituzione di «conferenze dei servizi, su iniziativa dell’Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze».

«Lo scopo sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi».

Dal 14 settembre, data prevista per il rientro in aula, partendo dal documento del Comitato tecnico scientifico di un mese fa, risulta confermata la mascherina sopra i 6 anni sia negli spazi comuni sia in classe. Ma prima dell’avvio dell’anno scolastico il Cts dovrebbe tornare sull’argomento, perché la mascherina potrebbe essere tolta una volta seduti al banco (qualora la situazione sanitaria lo permettesse).

Quanto agli orari, le singole scuole potrebbero aver bisogno di scaglionare gli ingressi: in tal caso, gli Enti locali dovranno potenziare i trasporti nei nuovi orari.

Oltre ai ‘turni’ ci sarebbero anche gli interventi di edilizia necessari al fine di “dividere” le classi in gruppi di alunni e garantire le lezioni in presenza: in alcuni casi potrebbe comunque esserci una didattica mista, metà in presenza e metà a distanza, con le Regioni che hanno chiesto certezze sui costi della connessione internet per tutti per raggiungere gli studenti.

Nei giorni scorsi, si sono svolti Collegi dei docenti nelle varie scuole viterbesi per delineare anche le ipotesi di ripresa del nuovo anno scolastico, nel rispetto delle disposizioni del governo. Tante le proposte, non tutte di facile attuazione, specialmente nelle scuole che registrano un maggior numero di alunni per classe e spazi ridotti.
Speriamo che l’estate porti consiglio.

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