Rieti: il sindaco ridisegna la città. Sanità, attacco alla Regione.

Il sindaco Antonio Cicchetti spiega e disegna la sua Rieti. Attacco a Zingaretti sulla sanità.

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Sindaco Cicchetti, nelle ultime settimane è tornata la preoccupazione per il destino dell’Ospedale De Lellis di Rieti e in generale della sanità sul territorio. Pochi giorni fa il Consiglio comunale si è espresso in maniera unanime sul tema. Qual è la sua posizione?

“Noi ribadiamo quello che desideriamo dalla sanità: concorsi seri e recupero di tutte le energie delle quali l’Ospedale di Rieti dispone. Il De Lellis è un ospedale che non presenta tassi allarmanti di mortalità ed è nella media nazionale: non si capisce perché se ne debba parlar male e, soprattutto, perché si debba trascurare. In generale il punto principale è che molto di quello che si può fare per l’Ospedale e per la sanità reatina dipende dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in qualità di commissario alla sanità. Dico questo perché, per chi non lo ricorda, quella laziale è ancora una sanità commissariata. Tant’è che assume i contorni di un evento veramente originale il fatto che il Lazio si permetta un assessore alla sanità. E’ come se io al Comune di Rieti avessi creato un assessorato a caccia e pesca che è materia di competenza della Provincia!”.

Altro nodo cruciale per lo sviluppo del territorio può essere quello dell’Università. Su questo aspetto cosa state facendo?

“Noi stiamo lavorando al rilancio dell’Università risparmiando. Sembrerà un ossimoro, ma questo dobbiamo fare perché queste sono le condizioni della città. Certo, non è la cosa più facile del mondo ma siamo convinti di poterci riuscire, di concerto con gli altri partners. Stiamo discutendo in queste settimane anche della nuova sede. La Provincia di Rieti ha offerto Palazzo Aluffi in pieno centro storico e, se questo non dovesse essere sufficiente, c’è comunque una buona offerta in zona che permetterebbe di coprire le necessità. Io, ad esempio, penso sempre all’ex-ospedale civile di proprietà della Regione Lazio, che può essere riutilizzato con una spesa modesta, almeno per una porzione del fabbricato”.

A proposito di centro storico, è ricorrente la preoccupazione sullo spopolamento e anche i commercianti continuano a lamentare una crisi del settore.

“Lo spopolamento del centro si è aggravato a seguito del terremoto che, sotto la spinta della paura, ha favorito l’esodo degli abitanti. La speranza è che, entro il 30 giugno per i danni di minore entità ed entro il 31 dicembre per quelli più gravi, vengano presentati gli attesi progetti da parte dei privati in modo tale che inizino i lavori per favorire il rientro in centro. Poi esistono altri elementi correlati alle difficoltà del centro, che hanno a che fare con il boom delle vendite online e con la crisi generale del commercio in Italia. Quando sostenevo che le licenze commerciali erano troppe e si rilasciavano con scarso senso di responsabilità – e parliamo ormai di 30 anni fa – avevo evidentemente ragione e prevedevo gia’ quello che si sta puntualmente verificando: troppe attività, molto spesso dello stesso genere, con limitata capacità di investimento e scarsa capacità di resistere ai venti di crisi sempre in agguato. Il possibile antidoto, in questo momento, è velocizzare l’esame di pratiche edilizie funzionali al rientro in città e lo svolgimento di manifestazioni ed eventi via via più importanti in termini di attrazione, unitamente alla cura degli immobili di proprietà pubblica affinché essi offrano un buon biglietto da visita del nostro centro cittadino. Gli impegni assunti in campagna elettorale relativi al traffico sono stati mantenuti, vedasi via Garibaldi e via della Verdura. Restiamo attenti ad ascoltare bisogni e proposte”.

La città, però, ha bisogno di guardare al futuro per poter sperare in una ripresa economica e sociale. Su cosa state lavorando?

“Innanzitutto sulle tre aree ex-industriali che da decenni sono ormai abbandonate. Stiamo lavorando su questo dossier all’insegna di un dato fondamentale: il collegamento rapido e invitante con il centro storico. Poi stiamo lavorando su un’altra questione irrisolta da anni, quella della metanizzazione della Piana Reatina e stiamo finalmente arrivando a conseguire il risultato tanto atteso. C’è poi, con i lavori già in corso di esecuzione, la grande innovazione della banda ultralarga, che la società Open Fiber ha iniziato a posizionare in città e che arriverà nel 2020 anche nelle frazioni. Verranno servite oltre 16mila unità immobiliari e più di 100 siti di interesse pubblico. Una rivoluzione attesa dai cittadini e dalle imprese e un preciso impegno assunto che stiamo mantenendo. Un altro progetto che darà respiro e sarà funzionale all’idea di Capoluogo del futuro che abbiamo immaginato è quello che risponde al nome di Rieti 2020. Stiamo andando avanti, abbiamo fatto tutto ciò che competeva al Comune, adesso si procede secondo i tempi scanditi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Infine, tra i principali progetti di portata più ampia che stiamo seguendo, c’è sicuramente quello del Terminillo con il famoso fondo regionale promesso da Marrazzo, ma in realtà approntato all’epoca della Presidenza di Renata Polverini”.

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