In virtù degli ultimi accadimenti Viterbo rischia di continuare a essere la pattumiera del Lazio

Rifiuti, cosa accadrà dopo il 30 giugno? Arena teme un’ulteriore ordinanza di proroga dalla Regione

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Rifiuti, cosa accadrà dopo il 30 giugno?

A fine mese scade l’ordinanza regionale che ha prorogato per ulteriori due mesi l’invasione dei rifiuti – circa 14mila tonnellate complessive – provenienti da Latina e Frosinone, che sono andate a sommarsi a quelli di Rieti che da tempo vengono smaltiti nella discarica viterbese.

Con la prima ordinanza, scadenza al 20 aprile, su Viterbo veniva scaricata anche l’immondizia romana. In 20 giorni la ‘bellezza’ di 7000 tonnellate totali.

Successivamente la nettezza urbana della Capitale era stata ‘dirottata’ e spedita in giro per l’Italia. Le tre regioni che l’hanno accolta, sembrano però intenzionate a interrompere il flusso dei camion romani a fine giugno.

E il rischio che riprendano la strada per Viterbo è decisamente alto. Anche in virtù dei 60 giorni che la Regione, dopo l’accoglimento da parte del Tar del ricorso presentato dalla sindaca Raggi, ha concesso a Roma Capitale per presentare un piano in cui vengano individuati siti per lo smaltimento rifiuti.

I 60 giorni decorrono da fine maggio quindi si arriva a fine luglio. Una tabella di marcia che, a fronte della scadenza del 30 giugno, lascia presupporre che Viterbo sarà di nuovo ‘vittima’ di un’ulteriore ordinanza regionale di proroga e di ulteriori tonnellate di immondizia, compresa quella dell’Urbe.

Un timore che esprime il sindaco Arena commentando quanto disposto da Zingaretti con i 60 giorni, pena il commissariamento di Roma Capitale.

“A Roma stanno combinati malissimo perché hanno tutti i rifiuti per strada. E dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione alla sindaca, di fatto la situazione è rimasta com’era”.

“Non è ancora arrivato nulla di ufficiale in merito a un’eventuale proroga della scadenza del 30 giugno a fine luglio. – dichiara il sindaco – Però il rischio c’è”.

Anche perché, viste le precedenti esperienze, Zingaretti è uso emanare questo tipo di ordinanza all’ultimo minuto, oggi per domani.

“Sono anni – rimarca – che la questione si trascina tra il comune di Roma e la Regione. L’Ama aveva pure presentato un piano che l’ente regionale non ha approvato”.

“E’ una storia antica che non giunge mai a soluzione. – stigmatizza Arena – La Pisana non riesce a elaborare un piano regionale rifiuti, il Campidoglio non riesce a individuare le aree per ospitare le discariche. In più è stato chiuso l’unico sito che funzionava”.

Il riferimento è all’impianto di Monte Carnevale, al centro di un’inchiesta che vede coinvolta la responsabile del settore Ambiente della Regione, attualmente sospesa e ai domiciliari.

Insomma, come trapela anche dalle parole di Arena la probabilità che “almeno ancora per un altro mese” (dopo il 30 giugno ndr.) la montagna di rifiuti, provenienti dal Lazio, continui a sommergere  Viterbo è quasi una certezza.

Così come appare evidente, e inverosimile, che in 60 giorni si riesca a risolvere una situazione cronicizzata da anni.

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