Rifiuti, il Tar accoglie il ricorso di Viterbo Ambiente grazie alle norme Ue

Il Comune contestava la mancata dichiarazione, prevista dalla legge italiana, sui servizi in subappalto

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Nulla più osta all’ammissione di Viterbo Ambiente nella graduatoria per l’aggiudicazione dell’appalto ponte sui rifiuti.

Il Tar, infatti, ha accolto il ricorso presentato dalla società nei confronti del Comune.

“Quando un’azienda partecipa a un bando pubblico – spiega il sindaco Giovanni Arena – è previsto, per legge, che dichiari la percentuale di lavoro in subappalto. A Viterbo Ambiente l’amministrazione, in una prima fase, ha contestato proprio la mancanza di tale dichiarazione. Una dimenticanza per cui la ditta rischiava l’eliminazione”.

Successivamente è stato fatto un soccorso istruttorio (o integrazione documentale). “Viterbo Ambiente – prosegue – ha deciso di ricorrere al Tar, che ha ritenuto l’omissione di tale dichiarazione non sufficiente per annullare la partecipazione al bando. Quindi la ditta è stata riammessa e per ora ha il punteggio più alto”.

“I giudici hanno accolto il ricorso perché l’azienda – conclude Arena – ha portato come riferimento le disposizioni europee”. Mentre la contestazione mossa da Palazzo dei Priori si basava sulle norme previste dal codice degli appalti vigente in Italia.

Viterbo ambiente gestisce il servizio di raccolta rifiuti sul territorio comunale, ininterrottamente, dal 2012. Prima con regolare appalto, scaduto nel 2018, poi con due successive proroghe in attesa delle procedure avviate dal Comune per la gara relativa all’appalto ponte. Un contratto per un anno da 8 milioni di euro, a cui farà seguito l’avviso pubblico per quello pluriennale.

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