Rifiuti, no del Comune alla richiesta della Regione di ampliare la discarica di Monterazzano

In totale, ammonta tra le 500 e le 700 tonnellate a settimana la quantità di rifiuti mandati dalla capitale tra quelli conseguenti l'incendio dell'impianto Tmb Salario e quelli che dovrebbero arrivare da A.m.a

413

“Il problema non è l’impianto di Casale Bussi ma la discarica di Monterazzano”

Il Comune di Viterbo dice no all’innalzamento delle sponde della discarica ma la Regione potrebbe procedere ugualmente.

Il consigliere comunale e capogruppo di FdI Paolo Bianchini ha chiarito nelle ultime ore la natura del “caso rifiuti” che sta da giorni agitando l’opinione pubblica di tutta Viterbo.

I numeri, raccolti nella giornata di ieri in seguito ad un sopralluogo effettuato dal consigliere presso l’impianto sulla Teverina, chiaricono quelle che saranno le ripercussioni sul territorio causate dalla richiesta dalla Regione Lazio riguardante l’incremento dell’operatività di Casale Bussi.

Paolo Bianchini, Capogruppo Fratelli d’Italia

In totale, ammonta tra le 500 e le 700 tonnellate a settimana la quantità di rifiuti mandati dalla capitale tra quelli conseguenti l’incendio dell’impianto Tmb Salario e quelli che dovrebbero arrivare da A.m.a (la società che si occupa del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti della capitale).

Questi andrebbero ad aggiungersi a quelli, naturalmente, già mandati dai comuni del bacino di Viterbo e Rieti. L’impianto di Casale Bussi con l’aggiunta dei rifiuti romani andrebbe ad operare su 3500/3700 tonnellate di “monnezza” alla settimana.

La problematica reale risiede però nella discarica di Monterazzano. Ricevendo una maggior quantità di rifiuti, “grazie” a quelli spediti dalla capitale, la discarica arriverebbe molto più rapidamente all’esaurimento, necessitando dell’innalzamento delle sponde, operazione che avrebbe notevoli conseguenze a livello ambientale e non solo.

Il Comune di Viterbo, assieme all’Arpa Lazio, ha già dato parere negativo sull’innalzamento delle sponde. La Regione, ultimo step decisionale dell’intero processo, potrebbe in ogni caso decidere di andare oltre il veto posto dal comune e dall’Arpa, deliberando ugualmente per l’innalzamento.

La “palla” è ora in mano a Zingaretti. Chi sarà, questa volta, a scontare le conseguenze delle problematiche romane?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui