Riceviamo e pubblichiamo

“Rifiuti radioattivi? Tutti nella grande area della Tuscia”

108

“Con grande preoccupazione leggiamo sulla stampa la notizia secondo cui nella Tuscia sarebbero state individuate molte aree per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari. Una concentrazione superiore a qualsiasi altra provincia italiana, in una zona con equilibri ambientali delicatissimi e con rischio di sismicità elevato: fra le aree designate, ad esempio, c’è Tuscania, ossia il paese che nel 1971 venne raso al suolo da un violentissimo terremoto.
A questo si aggiungono le monocolture intensive di nocciolo e i fitofarmaci, l’arsenico nelle falde acquifere, i depositi militari… C’è bisogno di aggiungere altro?

Siamo allarmati da una scelta del genere. Su 67 zone italiane, ben 24 sono collocate nelle provincie di Siena, Grosseto e Viterbo. Nelle zone di Tuscia e Bassa Maremma la concentrazione è preoccupante: Ischia, Montalto, Canino, Tuscania, Tarquinia, Vignanello, Gallese, Corchiano, e molte altre aree “papabili”.

Perché questa strana scelta? La federazione provinciale di Rifondazione comunista userà tutti i propri canali istituzionali a favore delle iniziative di lotta per contrastare quest’ennesimo attacco all’ambiente, e sollecita istituzioni, partiti e associazioni a costituire un coordinamento per la difesa del territorio, e per la massima trasparenza nelle scelte che riguardano questo tema cruciale”.

Roberta Leoni
Segreteria provinciale partito della rifondazione comunista Viterbo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui