Accordo tra comune di Roma e Regione Lazio. Torna l’incubo rifiuti a Civitavecchia

Immediata la reazione del sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco: "Avevamo detto che sui rifiuti la battaglia non era ancora finita e che anzi avremmo dovuto mantenere la guardia alta. Siamo stati facili profeti"

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Il sindaco Ernesto Tedesco a sx. A dx, il sindaco Virginia Raggi

“È stato raggiunto un accordo collaborativo tra Campidoglio e Regione Lazio sulla questione del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti prodotti nella città di Roma. Roma Capitale – scrive il comune di Roma in una nota – si impegna a indicare entro il 31/12/2019 un sito per lo smaltimento dei rifiuti nel territorio del Comune, prendendo atto di quelli contenuti nel Piano Rifiuti regionale attualmente in corso di approvazione e indicati dalla Città Metropolitana di Roma. Nelle more dell’indicazione del suddetto sito e vista la necessità di chiudere la discarica di Colleferro, la Regione Lazio si impegna nel periodo di transizione per la realizzazione della nuova discarica da parte di Roma Capitale a individuare soluzioni alla gestione dei rifiuti della Capitale all’esterno del territorio di Roma Capitale.

Con l’intesa raggiunta si considera superata l’ordinanza regionale. Inoltre la Regione, vista l’individuazione sul territorio comunale dell’impianto, in concomitanza con l’approvazione del provvedimento capitolino, si impegna a stralciare dal Piano Rifiuti in via d’approvazione l’indicazione del sub-ato per il Comune di Roma Capitale. Infine, le due amministrazioni nelle prossime ore avanzeranno al Governo la richiesta di prevedere soluzioni normative volte a velocizzare l’azione degli enti locali per sostenere lo smaltimento e trattamento dei rifiuti”.

il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco

Immediata la reazione del sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco, che a sua volta in un comunicato sostiene: “Avevamo detto che sui rifiuti la battaglia non era ancora finita e che anzi avremmo dovuto mantenere la guardia alta. Siamo stati facili profeti e lo diciamo alla luce delle richieste avanzate, con la consueta arroganza, dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. Parliamo di arroganza perché, ancora una volta, si vogliono far passare le decisioni sulla testa dei territori, senza alcuna interlocuzione con gli amministratori locali. Se la lezione di un mese fa non è stata imparata, evidentemente, questa volta si segna un ulteriore precedente: allo sgarbo istituzionale si aggiunge infatti la consapevolezza che le rassicurazioni circa la natura “emergenziale” e “improrogabile” delle misure adottate erano promesse da marinaio.

Dal suo scranno del Campidoglio, la Raggi ci ha messo ben poco a puntare il dito ancora una volta verso la provincia, per scaricare altrove il risultato della sua incapacità amministrativa. Ecco allora il buon Natale di Virginia, anzi il buon anno nuovo per Colleferro, che dovrebbe vedere la discarica funzionare per tutto il 2020, quando invece è previsto che chiuda definitivamente il 15 gennaio, cioè tra pochi giorni. Ed ecco anche il buon biennio nuovo per Civitavecchia, che dovrebbe ricevere i rifiuti di Roma per tutto il periodo che ci vorrà a realizzare l’impianto di Tragliatella, frazione di Fiumicino, dove già giustamente si levano le barricate. È peraltro giusto rimarcare che, nella discarica di privati sita a Civitavecchia, la sindaca Virginia Raggi chiede addirittura di superare la capienza massima giornaliera, in deroga quindi al limite posto dai gestori dell’impianto e addirittura dalla Asl, cosa che il Comune stesso non è disposto a consentire (e chissà che almeno questa volta non possa avere anche il sostegno dei consiglieri locali del M5s…).

I territori della Provincia e del Lazio ribadiscono che non accetteranno tutto questo, che nel rimpallo tra Roma Capitale e la Regione Lazio di Nicola Zingaretti a rimetterci siano sempre i territori. E proprio in tema di Regione, non solo respingiamo la richiesta di eliminare il sub ambito della Capitale, ma chiediamo con forza che Roma faccia ambito territoriale a sé, escludendo quindi a monte l’eventualità che chi la amministra possa dimenticarsi del principio dell’autosufficienza e quindi possa scaricare altrove i suoi rifiuti, come fa con le sue responsabilità. I territori uniti respingeranno anche questo insulto”.

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