Ora che governa l'esecutivo Pd la Regione 'dimentica' il commissariamento di Roma Capitale

Rifiuti romani: è cambiato il sindaco ma non la politica di scaricare l’immondizia altrove

287

Nulla cambia sotto il cielo di Roma per quanto riguarda ‘l’esportazione’ dei rifiuti, si continua a guardare ai Comuni limitrofi per risolvere la questione.

Ma se Viterbo ha subito per tantissimo tempo, senza quasi profferire verbo, l’invasione di migliaia e migliaia di tonnellate d’immondizia di tutto il Lazio, i paesi dell’area romana invece hanno immediatamente reagito. E continuano a farlo.

Albano Laziale – discarica chiusa nel 2016 e riaperta dalla Raggi la scorsa estate – aveva subito messo in atto tutte le contromisure possibili e i cittadini avevano fatto sentire con forza la loro contrarietà.

E alla luce della proroga di sei mesi, fino al 15 luglio, firmata dal sindaco di Roma Gualtieri l’11 gennaio, sabato sono tornati a protestare, stavolta direttamente sotto palazzo Valentini, sede della Città Metropolitana, e davanti alla Regione.

Ma la battaglia contro i rifiuti di Roma riguarda anche Magliano Romano.

I sindaci e le associazioni dell’area temono che la riclassificazione della cava – un invaso di 890mila metri cubi attualmente attivo ma solo per gli inerti – possa essere finalizzata a risolvere in tempi brevi i problemi della Capitale.

Un sospetto che ha dato vita a una raccolta firme che sarà sottoposta al vaglio della Commissione petizioni del Parlamento europeo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui