Rifiuti romani e laziali, da aprile tonnellata su tonnellata stanno esaurendo la discarica di Viterbo

Da dicembre rischiamo di diventare noi 'esportatori' di immondizia con pesanti ripercussioni sulla Tari

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Roma viaggia nell’ordine di 1600 tonnellate di rifiuti al giorno che, non trovando sede, restano nelle strade. Un puzzolente e degradante monumento all’incapacità di trovare una soluzione a una situazione che, presentandosi ciclicamente da anni, definire emergenza ormai è come dire che l’oceano è un piccolo laghetto montano.

In questi ultimi giorni la situazione è decisamente sempre più fuori controllo e l’Urbe, con le temperature elevate di questi giorni, “rischia una crisi sanitaria” ammonisce l’assessore regionale D’Amato.

E lo scontro tra Regione e Campidoglio, complice l’approssimarsi delle Comunali, si fa sempre più incandescente. Come se le due amministrazioni, in 8 anni la prima e in 5 anni la seconda, non avessero avuto il minimo sentore del problema. O forse, molto più superficialmente, hanno sempre pensato che avrebbero potuto risolvere scaricando la loro sporcizia sulle province satelliti dell’Impero.

E, invaso dopo invaso, ora sono rimaste solo Viterbo e Civitavecchia a doversi far carico del pattume di tutto il Lazio. Ma da quanto riporta il Corriere della Sera entro dicembre sarà il capoluogo della Tuscia a pagare caro questo ‘scarico selvaggio’ che stiamo subendo da aprile: la nostra discarica ha pochi mesi di vita.

A breve potremmo essere costretti a diventare noi ‘esportatori’ nonostante in materia di rifiuti siamo la provincia laziale più virtuosa.

Nel 2018, secondo dati Ispra 2019, Viterbo aveva la minor produzione di chili di immondizia pro capite e la percentuale più alta di raccolta differenziata.

Un altro emblematico esempio di come essere virtuosi purtroppo non premi se ci sono altri che ne approfittano.

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