Ai seggi i viterbesi insieme alla scheda per le Comunali riceveranno anche le cinque dei quesiti referendari

Riforma Giustizia, il 12 giugno si vota anche per il referendum

91

Domenica 12 giugno, oltre che per il rinnovo delle amministrazioni comunali, si vota anche per i cinque quesiti referendari attinenti la riforma della giustizia.

Sicuramente non è materia facile e di certo non aiuta gli elettori la carenza di informazioni in merito.

A iniziare dal fatto che si tratta di un referendum abrogativo: ossia chi vuole cambiare le norme deve votare Si, se invece si pensa che tutto deve restare così com’è si deve barrare il No.

Qualche giorno fa avevamo già proposto il testo di ogni quesito e il colore della scheda di ognuno ma torniamo a farlo perché per potersi esprimere in piena coscienza è opportuno avere più informazioni possibili.

Stavolta lo proponiamo in versione semplificata.

Scheda N.1 colore ROSSO: Abolizione della legge Severino. Il quesito riguarda la non candidabilità in politica delle persone condannate. Attualmente, per la legge Severino, chi ha ricevuto una condanna non può candidarsi e se ricopre già una carica decade automaticamente. Per gli amministratori locali basta una condanna in primo grado. Se vince il SÌ la legge viene abrogata e chi ha ricevuto una condanna potrà ricoprire una carica pubblica; se vince il NO tutto resta com’è attualmente.

Scheda N.2 colore ARANCIONE: Limitazione delle misure cautelari.

Abrogazione dell’ultimo inciso dell’art.274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari. L’ultimo inciso di questo articolo prevede la facoltà discrezionale del Magistrato di applicare la misura cautelare anche nei confronti di un soggetto che ha commesso un reato minore per il quale non ne è invece prevista l’applicazione. Se vince il SI si pongono dei limiti alla carcerazione preventiva successiva all’arresto per i reati minori. Se vince il NO tutto resta com’è

Scheda N.3 colore GIALLO: Magistrati e separazione delle funzioni. Il quesito riguarda la separazione delle carriere dei magistrati tra Giudice e Pubblico Ministero. Attualmente i magistrati possono passare da un ruolo all’altro: in questo modo capita che chi per anni ha lavorato come PM in funzione di accusa, si ritrovi a giudicare. Se vince il SÌ il magistrato a inizio carriera dovrà scegliere se fare il PM o il giudice; se vince il NO tutto resta com’è.

Scheda N. 4 colore GRIGIO: Le pagelle ai magistrati. Il quesito riguarda la valutazione dell’operato dei magistrati non solo dal Consiglio direttivo della cassazione, ma anche da avvocati e professori universitari (che spesso sono anche avvocati). Attualmente avvocati e professori non hanno diritto di voto. Se vince il SÌ i magistrati potranno essere valutati anche da professori e avvocati (a cui sono contrapposti durante i processi); se vince il NO tutto resta com’è.

Scheda N.5 colore VERDE: Elezione dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Il referendum vuole cambiare il sistema di elezione della maggioranza togata. Ad oggi infatti un magistrato deve trovare dalle 25 alle 50 firme per essere eletto. Se vince il SÌ, secondo i promotori del referendum si indebolirebbe il potere delle cosiddette “correnti” e tornerebbe in vigore la normativa del 1958, secondo la quale qualunque magistrato può autonomamente e liberamente candidarsi. Se vince il NO tutto resta com’è.

La consultazione referendaria sarà valida se si raggiungerà il 50% + 1 dei votanti.

Si vota domenica 12 giugno, dalle ore 7 alle 23, in contemporanea con le Comunali.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui