Righini fa chiarezza sull’impianto geotermico di Castel Giorgio: “Dati semplici, per superare le ipocrisie”

Prospettive di sviluppo e impatto ambientale nullo, secondo i dati divulgati

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diego righini al tg1
Diego Righini di Geotermia Italia spa

Riceviamo e pubblichiamo da Diego Righini, amministratore di Geotermia Italia Spa (società che si occuperà della realizzazione dell’impianto di Castel Giorgio) un documento con dati tecnici per “superare le ipocrisie”, come il diretto interessato specifica via Facebook.

“Parliamo degli #acquiferi dell’#Alfina e del Lago di Bolsena dopo le citazioni fantasiose di interferenze di pseudo associazioni che ignorano il lago e se lo ricordano solo strumentalmente contro la #geotermia.

Un documento divulgativo rispetto a quelli tecnici specifici disponibili sul sito della VIA”.

Il documento

Si illustra una sintesi tecnica dei principali elementi geologici, tecnologici, ambientali e di controllo delle modalità di utilizzo del serbatoio geotermico di Castel Giorgio riguardante i seguenti aspetti:
– Caratterizzazione e modalità di utilizzo del serbatoio geotermico
– Acque sotterranee e Lago di Bolsena
– Sismicità
– Sistemi di controllo e monitoraggio ambientale
– Prospettive di sviluppo

geotermia bolsena castel giorgio (2)
A sx il lago di Bolsena, a dx un impianto geotermico

Caratterizzazione e modalità di utilizzo del serbatoio geotermico

Il serbatoio geotermico di Castel Giorgio fa parte di un ampio sistema idrotermale costituito da formazioni carbonatiche, con temperature anche superiori ai 200 °C, che si estende dai settori meridionali della Toscana fino ad arrivare nel Lazio e in Umbria, al di sotto della copertura vulcanica e delle serie a ridotta permeabilità delle formazioni a componente marnoso-argillosa che garantiscono la costituzione del serbatoio, assicurando l’isolamento dello stesso rispetto gli strati e gli acquiferi sovrastanti.
Se a scala geologica tale isolamento non si fosse realizzato non si sarebbe potuto generare tale situazione geotermica, che è invece è stata già riscontrata anche direttamente dalle perforazioni già realizzate da Enel.
In corrispondenza dell’area di Castel Giorgio il serbatoio geotermico si trova a profondità al di sotto dei 1.000 m dalla superficie e si estende fino a circa 5.000 m, come verificato direttamente dalle perforazioni già realizzate che hanno permesso di valutare anche le potenzialità produttive in termini di quantitativi di fluidi geotermici disponibili e rinnovabili.
Il progetto proposto di utilizzo geotermico mediante un sistema binario di prelievo e rieniezione dei fluidi, assicura ulteriormente la rinnovabilità della risorsa in termini equilibrati come la modellazione matematica progettuale, ma anche quella indipendente realizzata da Enti Pubblici, ha dimostrato.
Pertanto basandosi sui dati sperimentali disponibili e sulle simulazioni matematiche si sono verificati gli scenari possibili di utilizzo, proponendo quelli più adeguati per la coltivazione del sistema geotermico e nella assoluta salvaguardia ambientale.
Di seguito sono illustrati gli aspetti, oggetto delle principali osservazioni ricevute, relativi alle relazioni tra il progetto e il sistema delle acque sotterranee – lago di Bolsena e quelli collegati agli ipotizzati effetti sulla sismicità dell’area.

Acque sotterranee e Lago di Bolsena

In occasione della crisi di qualità delle acque dell’acquifero vulcanico Vulsino nel 2009, per la presenza riscontrata nei pozzi e nelle sorgenti di arsenico e alluminio che si è registrata in corrispondenza di eventi di precipitazioni notevoli, la Regione Umbria ha realizzato uno studio idrogeologico e idrochimico dell’acquifero, con la stesura di un modello matematico numerico di simulazione delle caratteristiche di flusso e di qualità delle acque sotterranee.
Le risultanze di tale studio costituiscono elementi di riferimento per la caratterizzazione della circolazione idrica sotterranea, sia sotto l’aspetto quantitativo che di qualità delle acque, che testimoniano di come il serbatoio geotermico di Castel Giorgio e più in generale dell’intera area, risultano isolati rispetto il sistema acquifero vulcanico e conseguentemente di come lo siano le acque del Lago di Bolsena alimentato dallo stesso.
Le modalità di utilizzo dei pozzi di prelievo e di rieniezione, previste per la centrale geotermica di Castel Giorgio, come dimostrato da diverse modellistiche realizzate dal progetto, ma anche da vari Enti Pubblici, inducano una perturbazione del carico idrostatico del serbatoio, che risulta essere trascurabile già ad una distanza dell’ordine del centinaio di metri dai pozzi non modificando pertanto i rapporti idraulici tra acquifero vulcanico e il campo geotermico.
Di conseguenza si possono escludere fenomeni di interferenza tra l’utilizzo geotermico previsto e la circolazione idrica sotterranea dell’acquifero vulcanico e dei relativi rapporti di alimentazione con il Lago di Bolsena

lago di bolsena
Il lago di Bolsena. Foto di Diego Galli

Sismicità

Sicuramente l’area di Castel Giorgio, ma in generale tutto il settore del territorio compreso tra Toscana-Lazio e Umbria, è oggetto di eventi sismici naturali di intensità inferiore rispetto alle aree appenniniche interne, ma che comunque ha raggiunto storicamente anche intensità significative tra 4 e 5 gradi della scala Ricther.
Occorre sottolineare che per la genesi e attività di un serbatoio geotermico è essenziale la presenza di una sismicità in quanto permette di generare e mantenere attive i sistemi di fratturazione sui quali può avvenire la circolazione dei fluidi. Questo a indicare che la coesistenza tra serbatoi geotermici e sismicità trova un riscontro a livello mondiale in quanto come detto in molte aree costituisce una delle condizione essenziale per l’esistenza di tale situazione geologica.
Detto questo è chiaro che è una finalità principale del progetto di utilizzo del campo geotermico di Castel Giorgio di non innescare/indurre fenomeni di simicità dovuti alle attività di estrazione/rieniezione dei fluidi geotermici.
A tale scopo la modellistica di simulazione del sistema ha permesso di verificare come sia ridotti i fenomeni di modifiche delle pressioni, dovuti alla operazioni di utilizzo e come le stesse siano minimali per indurre una sismicità collegata a tali attività.
Comunque anche nel rispetto delle Line guida del Ministero Dello Sviluppo Economico di controllo dei fenomeni sismici indotti dalle operazioni di estrazione e rieniezione dei fluidi, sulla base di una rete di rilevamento simico concordata con gli enti di controllo, tra l’altro già attualmente attiva per avere il più ampio spettro di dati disponibili, sarà costantemente verificata la sismicità dell’area e opportunamente valutata rispetto le attività di utilizzo del campo geotermico, che saranno gestite in funzione di tali informazioni interrompendole anche a livelli molto bassi di sismicità.

Sistemi di controllo e monitoraggio ambientale

Tutto il sistema di utilizzo del campo geotermico sarà sottoposto ad un controllo delle attività e di monitoraggio dei parametri ambientali, che saranno oggetto di verifica in continuo da parte degli enti di controllo.
Ogni operazione di gestione del campo sarà monitorata e i dati resi disponibili alla collettività per la trasparenza delle attività.
Si avrà un controllo in continuo delle fasi di estrazione e rieniezione e come detto saranno verificate la qualità delle acque sotterranee, tramite un’opportuna rete di sorveglianza, sarà monitorata la sismicità con stazioni di rilevamento appositamente costituite, che permetteranno di verificare in tempo reale gli eventuali effetti collegati alle operazioni di coltivazione del campo geotermico

Lago di Bolsena
Il lago di Bolsena, visto da Marta

Prospettive di sviluppo

La coltivazione del campo geotermico di Castel Giorgio è stata imposta con una finalità di utilizzo del tipo a “cascata”, cioè quella non solo indirizzata alla sola produzione di energia elettrica ma anche di quella del calore, con possibili diverse modalità di impiego in funzione delle temperature e della quantità dei fluidi disponibili.
Chiaramente tale attività troveranno possibili ulteriori sviluppi nel corso dell’utilizzo del campo geotermico, innescando, con il progredire tecnologico, anche nuove modalità di impego che, come è sempre avvenuto nella storia di evoluzione delle conoscenze, non sono ancora definite o applicabili.
In tal senso si potrebbe anche auspicare che l’attuale sistema sperimentale di utilizzo geotermoelettrico detto di “terza generazione”, costituito da cicli di sfruttamento senza l’estrazione di fluidi, che ancora non risulta sufficientemente testato sia tecnologicamente che come rendimento, possa avere negli anni futuri uno sviluppo attuativo, che potrebbe trovare nella situazione geologica di Castel Giorgio una buona opportunità di implementazione, data la relativa vicinanza alla superficie della risorsa geotermica.

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