Rimpasto, aria di crisi. Leonardi al sindaco: “Senza di me non c’è maggioranza”

Contrasti tra il superconsigliere e Paolini. Ma dalla giunta minimizzano: “Decideremo in armonia”

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I banchi della maggioranza nel Consiglio comunale di Montefiascone

È lite sul rimpasto di giunta. Sull’entrata nella squadra di governo di Sandro Leonardi, nei giorni scorsi si è rischiata la rottura e la crisi di maggioranza. Il superconsigliere, dicono i bene informati dell’opposizione, ha avuto un diverbio acceso con il sindaco Massimo Paolini. Il quale non troverebbe opportuno che Leonardi diventi assessore. Equilibri di maggioranza e questioni di pressioni da parte dell’opinione pubblica spingono il primo cittadino a frenare la grande voglia di Leonardi di far parte della giunta.

Insomma, facendo un paragone un po’ azzardato ma neanche troppo con l’ex governo Salvini-Conte-Di Maio, il “contratto Leonardi-Paolini-Ceccarelli” nato tre anni fa per far vincere al Melograno le elezioni del 2016 traballa. Il che non vuol dire che la maggioranza politica cadrà. Ma, come si poteva prevedere, lo scossone provocato dalla proposta (per tanti un diktat) di Leonardi di prendere il posto in giunta di Paolo Manzi (Fratelli d’Italia) o Fabio Notazio (Forza Italia?) sta mettendo alla prova la giunta Paolini.

Il consigliere di maggioranza Sandro Leonardi vuole entrare in giunta

Il diretto interessato minimizza, ma non troppo. Alla domanda, “è vero che il sindaco non vuole che lei entri in giunta? Dicono che lei sia molto arrabbiato con i suoi alleati”, Leonardi risponde: “Falso, non sono arrabbiato con nessuno. A Paolini ho fatto una richiesta: evidentemente gli serve del tempo per vedere di non creare problemi alla sua maggioranza. Senza di me non c’è maggioranza, Paolini lo sa”.

Insomma, senza Leonardi la maggioranza andrebbe in frantumi. Infatti, Leonardi in Consiglio comunale ha due consiglieri molto vicini a lui: la giovane Deborah Pompei (complimenti per la riuscitissima Notte bianca del 31 agosto scorso) e Rossano Capocecera. Siccome il Consiglio comunale è composto da 17 membri, con i voti contrari di Leonardi, di Capocecera e di Pompei, la maggioranza andrebbe sotto. La minoranza è composta da sei consiglieri: i tre dem Luciano Cimarello, Giulia Moscetti e Giulia De Santis, la pentastellata Rosita Cicoria, i due leghisti Augusto Bracoloni e Angelo Merlo. Sei più tre (Leonardi-Pompei-Capocecera) fa nove, contro gli otto della maggioranza: il sindaco Massimo Paolini (una volta era dei Mori, la corrente dei moderati del Pd provinciale che fa capo all’ex ministro Giuseppe Fioroni: alle elezioni europee ha fatto votare per +Europa), il presidente del Consiglio comunale Luca Bellacanzone (Fdi), il vicesindaco Orietta Celeste (indipendente di centrodestra), gli assessori Massimo Ceccarelli (Fdi), Paolo Manzi (Fdi), Fabio Notazio, Rita Chiatti (centrodestra), l’ex presidente del Consiglio Luciano Femminella. Il quale è da tempo molto critico con la maggioranza.

Quindi, l’aritmetica sta dalla parte di Leonardi e contro Paolini. Ma si sa che in politica due più due non fa sempre quattro. E allora non resta che attendere le decisioni del sindaco.
Nel frattempo, ecco alcune dichiarazioni di altri esponenti della maggioranza.

“L’amministrazione comunale sta valutando di concerto con Leonardi la soluzione migliore, anche per non interrompere le progettualità che ciascuno sta portando avanti – dice il vicesindaco Orietta Celeste -. Novità di rilievo verranno tempestivamente annunciate. Attualmente l’interesse prioritario è salvaguardare gli interessi della cittadinanza”. Dal canto suo, il principale indiziato a lasciare il posto a Leonardi, Paolo Manzi, afferma: “In armonia si sta decidendo se fare qualcosa o lasciare tutto così. Leonardi sostiene fino alla fine questa amministrazione che ha come capisaldi anche Ceccarelli e Paolini. Si parla solo di portare avanti i grandi progetti messi in campo. Ognuno per il suo ruolo”. Capocecera è sibillino: “Sul discorso giunta è ancora tutto da discutere. In merito al Consiglio comunale (eventuali voti contro la maggioranza, ndr), sinceramente nessuno può sapere”.

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