Ospite di Giacomo Barelli e della lista 'Viterbo sul serio Viva Viterbo'

Rinascita culturale di Viterbo, incontro con Piermaria Cecchini al Gran Caffè Schenardi

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“Viterbo città cinematografica si dice. E’ singolare però che non ci sia più neanche una sala cinematografica”.

A sottolineare il paradosso è l’attore, regista, scrittore viterbese Piermaria Cecchini appena rientrato dal Festival di Cannes durante l’incontro da Schenardi, organizzato da Giacomo Barelli e Claudio Margottini per la lista ‘Viterbo sul serio Viva Viterbo’.

Cecchini si dice dispiaciuto soprattutto per il cinema Genio che, negli anni ’70, ha ospitato eventi teatrali e musicali importanti.

A colpire in particolare l’attore è “la meraviglia dell’ovvio dei commenti sui social: le buche, l’erba alta”.

“Bisogna avere una visione di città. Sogno che Viterbo, che è già bella, ritrovi quella brillantezza che merita. Che diventi una città moderna. La gente lo chiede e lo dimostra col fatto che mezza Viterbo si è presentata alle elezioni”.

Oltre al Genio, è il Teatro dell’Unione a stargli particolarmente a cuore: da quel palco, scoperto da Squarzina, è iniziata la sua carriera di attore.

E premettendo che “occorre un investimento importante” ritiene si debba riportarvi una stagione di prosa e soprattutto ridargli vita con “la creazione di una scuola delle arti e una Compagnia stabile, formata da viterbesi, che esporti spettacoli anche nel resto d’Italia”.

Piermaria Cecchini mette in evidenza anche la valenza sociale dell’arte. E sottolinea l’importanza dei piccoli presidi culturali che “in primis sono una forma di aggregazione”.

Sollecitato da Barelli sul ruolo che dovrebbe svolgere l’assessorato alla Cultura conclude dichiarando: “Deve capire quali sono le istanze e i bisogni della comunità, dai giovani agli anziani, perché tutti stiano bene”.

 

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