Ripulita la necropoli etrusca di Castel D’Asso dai volontari di Archeotuscia

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Viterbo – Finalmente la necropoli etrusca di Castel d’Asso è tornata a risplendere, grazie all’opera di ripulitura dalla vegetazione infestante dei volontari Archeotuscia ODV.

L’associazione culturale, presieduta dal dott.Luciano Proietti, è nata ufficialmente l’8/11/2005 con lo scopo di unire in una unica società, senza finalità di lucro, alcuni tra i principali studiosi ed appassionati del patrimonio culturale che caratterizza il territorio dell’Alto Lazio. Gli studiosi già da diversi anni si occupavano di ricerche ed esplorazioni in varie zone della provincia di Viterbo, ed oggi, come associazione, si dedicano attivamente ed energicamente alla scoperta, protezione, valorizzazione e diffusione di antichi luoghi, poco conosciuti ed in molti casi abbandonati. Raffaele La Capria scrittore afferma che “quando di un luogo o di una città si modificano o si eliminano “luoghi significativi” di quel posto, come per esempio chiese, piazze, palazzi storici, siti archeologici, si modifica e si cambia, intimamente, l’identità delle persone che abitano quel luogo o quella città.”
A pochi chilometri da Viterbo, i resti della necropoli di Castel d’Asso si ergono su una “penisola” di tufo all’altezza della confluenza del Fosso del Procoio nel Torrente Freddano.

Nell’“area termale” del celebre Bulicame, sorgente d’acqua sulfurea ben nota fin dai tempi dei Romani e descritta da Dante nella Comedia, nel 1817 fu scoperta la prima necropoli rupestre etrusca, che è anche una delle più spettacolari; si tratta della Necropoli di Castel d’Asso, situata appena fuori la cittadina di Viterbo, lungo la strada ricca dai tanti impianti termali.

La necropoli di Castel d’Asso si sviluppa lungo le rupi che dominano la valle del torrente Freddano che, come di consueto in questo ecosistema, ha scavato una larga forra.
 
Lo spettacolo offerto dalle tombe variamente intagliate nella roccia tra il IV ed il II secolo a.C, distribuite su due o anche tre ordini sovrapposti è veramente suggestivo: la facciata, l’ambiente di sottofacciata, la vera e propria camera sepolcrale.
 
Tutte le facciate si caratterizzano per la suggestione che emana la raffigurazione della Finta Porta, la porta dell’Aldilà, elemento distintivo di un popolo strettamente legato all’aspetto mistico del vivere e del morire.
L’interno delle tombe, nella sua unicità con sepolture disposte a pettine, ci ricorda un ventre di pietra.
 
L’area della necropoli è caratterizzata, a differenza delle altre necropoli rupestri d’Etruria, da una netta concentrazione delle tombe a facciata in una zona di estensione piuttosto limitata rispetto alla totalità dei sepolcreti, distribuita sul lato della vallata del fosso, di fronte all’estremità dell’acropoli dell’antico abitato. 

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