La consigliera dem esorta a firmare il referendum contro la norma regionale che 'condanna' la Tuscia a essere la pattumiera del Lazio

Rischio nuova ondata rifiuti su Viterbo, fino a 600 tonnellate al giorno. Ciambella: “Arena e Nocchi ne sono informati?”

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Da Roma all’impianto di trattamento di Aprilia e poi da lì a Viterbo. Manca solo l’ufficialità dell’accordo, riporta stamani il quotidiano La Repubblica.

A rilanciare l’articolo sul rischio di un’ulteriore invasione di indifferenziata laziale senza soluzione di continuità sulla discarica di Monterazzano, oramai l’unica in funzione per tutto il Lazio, è la consigliera dem Luisa Ciambella.

“Alle spalle della Tuscia – stigmatizza – trovata un’altra volta la soluzione ai problemi della gestione rifiuti della Regione Lazio e di Roma. Sindaco di Viterbo e presidente della Provincia ne erano informati? Le cose stanno veramente così? E’ normale che i viterbesi debbano apprendere queste notizie dai giornali? Cosa faranno ora i nostri rappresentanti? Dopo la sfilata estiva a Monterazzano con tanto di fascia assisteremo anche a quella invernale?”

Riporta poi un estratto dell’articolo di Repubblica di oggi: “Per trovare la quadra e uscire dal rebus degli sbocchi, il Campidoglio e Ama puntano sul Tmb della Rida di Aprilia. Manca soltanto l’ultimo via libera, ma l’intesa già c’è. Roma porterà inizialmente 250 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati nel pontino per poi arrivare a quota 300. Ma i quantitativi, specie in vista della super produzione prevista per le feste di Natale e più in generale per il mese che va dall’8 dicembre al 6 gennaio, possono salire ancora fino a un massimo di 600 tonnellate…”

E in un altro stralcio si legge: “(…)Tornando all’accordo con la Rida (..,) ci sono già il via libera della Regione e dell’Arpa. Manca soltanto un ultimo via libera della Ecologia Viterbo, l’atto con cui la società proprietaria della discarica dell’alta Tuscia dà l’ok al conferimento dei rifiuti trattati dal Tmb di Aprilia. Una formalità, come auspicano tutti i protagonisti dell’intesa. Oggi se ne saprà di più”.

In virtù di quanto riportato da Repubblica, Luisa Ciambella rilancia la proposta di un referendum “per cambiare la norma che ha ‘condannato’ Viterbo ad essere la pattumiera del Lazio”.

Un referendum teso ad abrogare la norma relativa al principio di prossimità inserita nel piano rifiuti della Regione, approvato ad agosto 2020. Norma che recita come “in caso di carenza impiantistica l’Ato deficitario può utilizzare impianti presenti in altri Ato per un periodo massimo di trentasei mesi”, privilegiando quelli più prossimi. Tradotto: non essendoci altri impianti in funzione nella regione, tutti i rifiuti laziali saranno scaricati per almeno 3 anni a Viterbo, destinata a essere insignita dello sgradevolissimo titolo di pattumiera del Lazio.

Da qui l’appello della Ciambella a “tutti i cittadini e amministratori liberi” a firmare la proposta referendaria. Occorrono almeno 500 firme perché il quesito possa essere sottoposto alla valutazione dell’ufficio regionale competente per il parere di ammissibilità. Superato questo primo scoglio, ne serviranno 50mila per far passare il referendum.

La tutela del territorio di Viterbo e della Tuscia, ma anche l’evitare di dover pagare maggiori costi per lo smaltimento dei nostri rifiuti in altre discariche quando Monterazzano sarà esaurita, è nelle nostre mani. Degli amministratori in primis ma anche di tutti i cittadini.

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