Ritratto di Kamala Harris, la “guerriera felice”, prima donna vice presidente degli Stati Uniti

156

Una vicepresidente donna per la prima volta negli Stati Uniti. Il vicepresidente degli Stati Uniti d’America è il primo nella linea di successione presidenziale e viene eletto congiuntamente al presidente per un mandato di quattro anni. Il vicepresidente di Donald Trump era il repubblicano Mike Pence.
Ora invece, la vicepresidenza è Kamala Harris,
“Happy warrior”, guerriera felice: così si definì quando scese in campo per la nomination democratica alla presidenza, in un tempo che sembra ormai remoto, prima che nel mondo scoppiasse la pandemia.

«Dobbiamo essere guerrieri felici, troppe cose causano ansia, depressione e rabbia».  Joe Biden l’ha scelta come vice.

Negli ultimi mesi, la bella e tenace senatrice della California era partita nella corsa storica per diventare la prima donna, la prima di colore e prima indiana-americana vicepresidente degli Stati Uniti.
Le precedenti donne avevano fallito:
Geraldine Ferraro, Sarah Palin e Hillary Clinton.

La madre biologa indiana e il padre economista giamaicano si incontrarono a Berkeley e portarono Kamala Harris alla prima protesta in passeggino. «Io e Biden siamo fieri americani».

Il marito Doug Elmhoff, avvocato bianco ebreo, è andato spesso a Palm Beach, per rassicurare le donne suburbane.

Kamala, ex procuratrice di San Francisco e della California, memorabile per le dure interrogazioni al Senato, ha svolto talvolta un ruolo forte e determinante
Kamala Harris, progressista sui temi sociali e l’ambiente, non piace a una parte della sinistra per scelte (ad esempio sulla polizia) fatte da procuratrice e per il suo “pugno di ferro”.

In Senato, durante l’amministrazione Trump, si era già fatta notare per gli “interrogatori” all’ex ministro della giustizia Jeff Session, a Brett Kavanaugh, nominato alla Corte Suprema da Trump e al CEO di Facebook Mark Zuckerberg

I primati per Kamala Harris sono diversi: è giovane, ha 56 anni ed è nata a Oakland da un papà giamaicano e una mamma indiana, immigrata in America negli anni Sessanta.

È inoltre la prima donna non bianca, afroamericana e la prima asiatica americana ad essere stata candidata alle presidenziali di un grande partito americano.

Harris è stata anche la prima donna di colore a diventare procuratore distrettuale a San Francisco e procuratore generale della California.
La “guerriera felice” ha ottenuto quello per cui ha combattuto.
E anche molte donne ne sono felici.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui