Roma Nord: la capienza si dimezza ma non i pendolari. Cosa succederà?

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Tra le varie misure del nuovo DPCM, entrato in vigore ieri, è stata reintrodotta anche la capienza massima del 50% sui mezzi del trasporto pubblico locale.

Un provvedimento che, ovviamente, non è stata affiancato anche da un potenziamento del servizio con introduzione di nuovi mezzi, corse aggiuntive o bus sostitutivi.

Si apre dunque uno scenario esplosivo, imprevedibile soprattutto in alcune tratte che presentano evidenti criticità.

Tra queste la Roma-Civita Castellana-Viterbo, considerata tra le linee ferroviarie peggiori d’Italia.

A fronte di disagi quotidiani, appelli inascoltati e continue denunce di disservizi da parte dei pendolari, costretti ogni giorno ad una vera e propria Odissea, nulla è stato fatto dall’Atac, gestore del servizio e dalla Regione Lazio.

Ora, come una mannaia, arriva quest’ulteriore restrizione a peggiorare ancora di più la situazione.

Cosa succederà sui treni per accaparrarsi il fatidico spazio del 50% se il numero dei viaggiatori rimane lo stesso come pure quello dei convogli, martoriato, tra l’altro, da continue soppressioni?

Le previsioni sono tutt’altro che ottimistiche: una bomba ad orologeria sta per scoppiare nelle mani della Regione Lazio.

 

 

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