Ronciglione, Becco di Rame insegna la diversità all’Istituto M. Virgili

0
961
becco di rame

Tutte le fiabe iniziano con cera una volta, ma questa no perché è una storia vera ed inizia con “Cari piccoli miei vi racconto la mia incredibile storia…”.

Il tempo è presente e la storia è vera. Protagonisti: un’oca e il veterinario che le ha ricostruito il becco (spezzato) con una protesi di metallo. Cinque ore di intervento per un’operazione unica. Ora «Becco di Rame» non è solo il nuovo nome dell’oca, ma è anche un libro per bambini che racconta dell’oca orgogliosa del suo nuovo becco, diventata papà e pure leader del pollaio. Parla di disabilità e di riabilitazione, di ospedale e di operazioni. Una storia che non finisce col più classico dei classici «… e vissero tutti felici e contenti» ma con «vedete piccoli miei, questo racconto dimostra come possa essere straordinaria ed emozionante la vita». Quella vera che, a volte, ci mette davanti a prove difficili ma, come dimostra Becco di Rame, possono renderci ancora più forti e anche migliori di prima.

Dall’inizio.

Quando è nato Becco di Rame si chiamava «Ottorino». È un’oca Tolosa (maschio) che vive nella fattoria di Alfredo e Gisella, sulle colline toscane. È una di quelle oche solitamente destinate a finire su qualche tavola imbandita. Ma non Ottorino, che per i suoi padroni diventa un animale di compagnia, come un cane o un gatto. Vive nel pollaio,starnazza, cresce, fino a diventare un’oca di ben otto chili e se la spassa con le altre anatre della fattoria. Ma una notte di febbraio l’incidente: una volpe piomba nel pollaio. Ottorino, oca coraggiosa, difende i suoi amici. Nessuno sarà sbranato dalla volpe, ma lui nella battaglia ci rimette il becco. Senza il suo becco l’oca non riesce più a mangiare. Neppure se Alfredo e Gisella provano a imboccarla, cosìdecidono di portarla dal veterinario del paese vicino. Si chiama Alberto Briganti. Di lui raccontano storie che hanno dello straordinario. Nella sua clinica, ha salvato sei lupi dell’Appennino, un gatto che si era addormentato nella lavatrice ed aveva fatto un lavaggio a 90 gradi, ha tolto un dente a un elefante del circo, ha aiutato un bisonte a partorire… Ha 58 anni, è uno di quelli che lavorano con passione. Dopo 10 anni passati in una multinazionale tedesca, ha comprato a costo di grossi sacrifici, un vecchio convento di 1700 metri quadri ed è qui che lavora ormai da venti anni. Proprio in questo luogo arriva Ottorino col suo becco sbeccato. Briganti, col suo camice con le impronte colorate degli animali, ci pensa e ci ripensa. «Il tipo di lesione non permetteva nessun tipo di cure e neppure interventi chirurgici. L’unica strada era una protesi, ma non ne esistevano …». Poi l’idea. Recupera una lastra di rame e  la modella. Fa l’impronta al becco di Ottorino. «Non ero sicuro della riuscita, non potevo sapere se avrebbe tollerato la protesi, ho voluto provare», racconta Briganti.L’oca viene addormentata, il medico monta il becco di rame, arriccia i bordi, calcola esattamente i fori in corrispondenza di quelli che servono per respirare. Lo fissa con dei cerchiaggi chirurgici e attende il risveglio. E qui la favola diventa una vera fiaba. Becco di Rame si sveglia e appena apre gli occhi con la sua nuova protesi cerca di bucare la scatola in cui era stata adagiata. «Ha mostrato subito di avere acccettato il suo nuovo becco artificiale», racconta il medico. La sera stessa ha ricominciato a mangiare, senza dimostrare alcun fastidio. Dopo quattro mesi Gisella e Arturo raccontano che l’oca rincorre a becco aperto le auto che passano e l’impressione è che sia diventato addirittura più forte e più sicuro di sé. A tal punto che strizza l’occhio ad un’altra oca e ben presto diventa papà di tanti piccoli anatroccoli che non si stancano mai di ascoltare la sua storia.

Il medico Briganti ora gira scuole e ospedali di tutta Italia per raccontare la storia ai bambini. E così, venerdì 10 maggio arriva all’Istituto Comprensivo “M.Virgili” di Ronciglione, dove l’attendono i bambini delle classi seconde e della scuola dell’infanzia intrepidi per questo importante incontro. E già perché per un intero anno i piccoli studenti, grazie al progetto dell’insegnante Paradisi Laura “Il sole splende per tutti” insieme alle docenti Bianco I., Cosimi P., Mancinelli W. , Verde M.A., Coppari S., Spinucci C., Montarulli M.F., Gemini D., Lombardozzi E., Gaetani A., Olimpio L. hanno lavorato su questa bellissima storia trattando temi importanti quali l’amicizia, l’amore, la famiglia, la diversità. La giornata si è svolta con la presenza della Dirigente Scolastica Laura Pace B., la vicepreside Rosaria Cuzzoli, le insegnanti che hanno aderito al progetto, la signora Angela Iezzi della cartolibreria Cartallegra di Capranica che ha fornito il materiale per lo svolgimento del progetto e i genitori. Il dottor Briganti ha interagito con i bambini in modo eccezionale: ha ripercorso con loro l’intero racconto, analizzando ogni singola parte, ha focalizzato l’attenzione sui valori che trasmette questa storia ed infine, il momento tanto atteso, ha fatto conoscere Becco di Rame a bambini e genitori. Un’emozione grande!

Raggio di colori dei diritti e doveri che si amplifica nellentusiasmo e nellenergia del cuore.

Sintonia dellesserci in presenza di creatività e spontaneità. Leggerezza del fare quotidiano in cui ognuno coglie il suo essere con se stesso, in silenzio ed in unione con quel pezzetto di cielo che ci unisce alle stelle.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here