Rotatorie fantasma, pini pericolanti, ospedali in malora e appalto rifiuti invisibile: c’è tanto da fare a Viterbo!

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Porta Fiorentina, Viterbo. Foto di Diego Galli

Il vecchio Ospedale Grande va in rovina.

Ospedale in malora

Una lettrice ci manda una foto di una parete esterna dell’Ospedale Grande degli Infermi, dalla quale si vede un discendente rotto, che ha permesso una pesante penetrazione di acqua all’interno di un muro. A nostro parere quel discendente è rotto da tanto tempo. Questo abbandono, certamente voluto, ci racconta come riusciamo piano piano, a mandare in malora quello che avevamo. Ricordiamo che l’ospedale in questione fu ricostruito e riportato alla funzionalità dai danni del bombardamento, dopo che nel 1950 entrò in possesso dell’ingente eredità della famiglia Capotondi Calabresi, che fu donata perché curasse al meglio i cittadini viterbesi. Adesso è di proprietà della Asl. Non sappiamo se il pesante mutuo sottoscritto dalla Regione, quando era presidente Francesco Storace che lo cartolarizzò, sia stato chiuso tutto, o se ancora la Asl stia pagando. Rimane che ancora un altro bene di Viterbo, va in malora.

Pini domestici: arriva il requiem

Nei primi mesi del 2020, il Comune di Viterbo dovrà procedere, per vari motivi, all’abbattimento di diversi pini domestici, che ornano le nostre strade. C’è da dire che siccome la vita media di questi alberi è di circa 100 anni, la maggior parte di quelli che dovranno essere abbattuti, sono vicini a questa età. Parliamo di quelli di Piazzale Gramsci, di quelli su Viale Armando Diaz e di quelli a ridosso delle mura castellane davanti all’Istituto Tecnico Paolo Savi. A Piazzale Gramsci le radici sollevano il manto stradale e rendono pericolosa la circolazione. Per quelli di Viale Armando Diaz c’è anche una richiesta del 2018 di Ferrovie dello Stato, per l’abbattimento di tutte le alberature, che in caso di caduta, potrebbero tranciare la linea elettrica. Per quelli infine a ridosso delle mura, c’è già una delibera del consiglio comunale del 2012, che ne ordina l’abbattimento a causa della pericolosità, che incombe su tutte le persone che attendono l’autobus, sotto quei giganteschi e pericolosi rami.

Strada Acquabianca: ma la rotatoria?

Strada Acquabianca non è stata ancora riaperta, perché se l’asfalto non è asciutto non si possono segnare le strisce, della segnaletica orizzontale. Sempre in quel punto nevralgico di Viterbo, segnaliamo che i lavori per la costruzione della rotatoria non sono ancora iniziati e quel che è peggio, non sappiamo neanche se inizieranno. Peccato che una zona così bella, sia deturpata da questo prolungato e ingiustificato, abbandono dei lavori, quando non sono ancora terminati.

Cantiere rotonda su Strada Acquabianca

Appalto rifiuti: adesso se ne occupa l’Ufficio Sinistri.

Il Dirigente Eugenio Maria Monaco

Dopo 14 mesi, nei giorni appena trascorsi, la commissione che doveva esaminare la gara per il nuovo appalto dei rifiuti di Viterbo, ha chiuso i suoi lavori, ed ha comunicato la graduatoria finale, al dirigente Eugenio Maria Monaco che è il R.U.P. (responsabile Unico Procedura), per i successivi passi della pratica. Tra una settimana il dott. Monaco avvierà tutte le pratiche successive. Adesso ancora 65 giorni (se va tutto liscio per i controlli dell’Anac e degli altri organi deputati a questo),  poi la palla passa alla politica. Insomma, se va tutto bene, andiamo con certezza vicini alla primavera del 2020. Sarà il primo fiore a sbocciare, nella stagione che secondo il refrain del sindaco Arena, dovrebbe vedere tutti i problemi di Viterbo risolti? Non ci crediamo, ma lo speriamo per lui, perché se così non fosse,  il sindaco Giovanni Arena, perderebbe la faccia. Una curiosità: qualcuno in Comune ha battezzato l’ufficio di Eugenio Maria Monaco “Ufficio Sinistri”. Infatti è ingolfato tra le grane del S. Valentino e l’appalto rifiuti, entrambi abbastanza “sinistri”.

Foto di Diego Galli

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