Rotola, rotola… È sempre la nocciola!

Il "problema" nocciola nella Tuscia è approdato oggi nella Sala conferenze della Provincia di Viterbo.

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Il “problema” nocciola nella Tuscia è approdato oggi nella Sala conferenze della Provincia di Viterbo.

Ispiratore e moderatore dell’evento il dr. Famiano Crucianelli, attuale presidente del Biodistretto della via Amerina, da anni in prima linea con la battaglia per la conservazione del territorio dall’assalto dei pesticidi in agricoltura.

Il tema del giorno, trattato nel convegno a Viterbo, è la vexata quaestio dell’enorme diffusione nella Tuscia della coltivazione del nocciolo. Importante piantagione sì, ma non scevra da gravi rischi ambientali, idrici e di salute delle popolazioni.

La dr.ssa Milena Bruno, con l’aiuto di slides, ha dimostrato che l’incidenza di presenza sul terreno e nell’atmosfera di prodotti chimici è sicura causa di gravi malattie per gli esseri viventi ed addirittura di modificazioni genetiche e di malformazioni fisiche. Ha pertanto sottolineato che le comunicazioni provenienti dalle case produttrici di fitofarmaci per l’agricoltura che i loro prodotti sono esenti da conseguenze negative, sono false.

Ricordate, per esempio, come in passato venne somministrato alle donne in gravidanza il “talidomide” come antinausea e poi… nacquero figli affetti da focomelia! Non bisogna sempre credere, quindi, ai piazzisti di prodotti chimici.

Nel corso della discussione, non si poteva non parlare della situazione del Lago di Vico da tempo analizzata dal prof. Nascetti della Unituscia. E’ ormai certo che il degrado delle acque del Lago proviene dall’intensa coltivazione del nocciolo, che non solo gli sottrae acqua, ma ne immette veleni. Per questo i sindaci del bacino del Lago di Bolsena si sono attivati per vietare ogni forma di nuova coricoltura.

Le acque del Lago alimentano gli acquedotti di Ronciglione e Caprarola e non è sicuro che le potabilizzazioni riescano ad eliminare gli elementi nocivi.

Per concludere, il Sen. Crucianelli (che è stato un medico prestato alla politica), ha annunciato che in ogni sede (anche giudiziaria) ci saranno iniziative per la tutela dell’ambiente delle zone sottoposte a intense coltivazioni industriali, chiedendone la riduzione ed una loro severa regolamentazione.

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