Rubate le ostie a Vignanello, il parroco: “Sottratte dai satanisti, per le messe nere!”

L'ombra delle messe nere e dei circoli satanisti a Vignanello, dopo il furto delle ostie alla chiesa di San Sebastiano

parrocchia ostie
Le foto del furto divulgate dalla parrocchia

Grave atto a Vignanello, dove le ostie della chiesa di San Sebastiano sono state rubate nella notte dell’altro ieri. A renderlo noto è lo stesso parroco, don Roberto Baglioni, attraverso il suo account Facebook.

“Gravissimo atto sacrilego, nella festa della Esaltazione della #Croce, nei confronti della #Eucarestia, avvenuto presumibilmente a notte inoltrata presso la Chiesa di S. Sebastiano – scrive il parroco, che ha subito avvisato le forze dell’ordine – Da mio sopralluogo, presenti i Carabinieri e diversi collaboratori, è purtroppo evidente l’intento profanatorio nei confronti di Gesù Cristo REALMENTE PRESENTE nel SS.mo Sacramento: una volta sfondata la porta di ingresso, sono andati dritti al tabernacolo, scardinando e staccando di netto lo sportello, per sottrarre una pisside piena di Ostie, la teca contenente anche l’Ostia magna utilizzata per l’Adorazione (e relativa “lunetta”). E si sono ben guardati dal disperdere qualche particola – trovandone alcune in terra avremmo potuto pensare a qualche disperato in cerca di oggetti sacri da rivendere! Tutte sottratte e portate chissà dove, per finalità che possiamo benissimo immaginare, e riconducibili direttamente o indirettamente a circoli satanisti: loro “ci credono” alla Presenza di Cristo, in corpo, anima e divinità… ma per dileggiarla nelle “Messe nere”! Ad avvalorare la ricostruzione, carissimi, vi è la scoperta che gli altri oggetti mancanti hanno il solo valore – oltre a quello commerciale – di servire tutti per la celebrazione e l’adorazione eucaristica: due ostensori di ottone laccato, un’altra pisside vuota… un camice bianco, una casula verde, carboncini per bruciare l’incenso…! Non basta: se avessero puntato semplicemente a racimolare oggetti da ricettare a scopo di lucro, avrebbero potuto prendere il calice (forse lo hanno “confuso” con la seconda pisside mancante) o i moduli dell’amplificazione. Siamo rimasti tutti sconvolti, abbiamo pianto e pregato”.

Don Roberto ha subito avvisato il Vescovo del fatto, che risposto con immediatezza all’emergenza: “Il Vescovo, informato dal sottoscritto di persona nell’insediamento del nuovo parroco di Corchiano, ha disposto che non si conservi più la riserva eucaristica in san Sebastiano, fissando fra circa un mese una Santa Messa di riparazione, della quale vi informerò, in quanto concomitante con una bella circostanza in via di preparazione. Vigiliamo sulle nostre chiese, vigiliamo sui nostri giovani, accostiamoci noi per primi alla fede, una fede più matura, di reale intimità con il Signore, con quel Corpo che qualcuno profana sottraendo ostie, e molti cristiani “profanano” non vivendo nella vera relazione con tutti i membri del Corpo-Chiesa e con la docilità ai suoi pastori. La nostra vita è chiamata ad essere eucaristica… siamo noi quel Corpo. Nutriamoci del Corpo, per diventare il corpo dell’Amore, fatto carne nella carne di Cristo! Non si faccia allarmismo… ma il Diavolo lavora, subdolo, anche fra noi. Lasciamo che invece lavori in noi lo Spirito Santo, senza spaventarci che la zizzania cresca col grano….e senza lanciare anatemi contro nessuno: chi Lo perseguita – meraviglia della grazia – un giorno può diventare o tornare ad essere un fedele discepolo. Preghiamo piuttosto per loro”.

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