S.Rosa 2015, sei anni al bombarolo italo-lettone. Il PM ne chiedeva undici. L’ avvocato: “Lui è contento”

Il "bombarolo" era stato accusato di strage e attentato alla pubblica sicurezza per avere lanciato un ordigno contro la macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre di quattro anni fa

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Aula corte d'assise
Sei anni a Denis Illarionov, l’attentatore di Santa Rosa 2015. Il pm aveva chiesto undici anni, ma i giudici della corte d’assise hanno escluso la tentata strage e derubricato il reato sulle spalle del giovane italo-lettone alla sola detenzione di materiale esplodente.
Illarionov dovrà rimanere in cella. L’accusa di tentata strage è stata riqualificata. Il pubblico ministero Chiara Capezzuto, dicevamo, aveva sollecitato una condanna pesante. Ma i giudici Gaetano Mautone e Elisabetta Massini (c’erano anche i giudici non togati, trattandosi della Corte d’Assise) hanno deciso per una pena più mite per il 25enne italiano di origini lettoni, difeso in aula dagli avvocati Vincenzo Comi e Marina Colella.
Il “bombarolo” era stato accusato di strage e attentato alla pubblica sicurezza per avere lanciato un ordigno contro la macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre di quattro anni fa. Ma l’arresto del ragazzo è avvenuto parecchio tempo dopo, il 12 marzo dell’anno scorso, quando la Digos lo raggiunse nella sua casa di Bagnaia e vi trovò nascosto materiale esplosivo: cinque chili di nitrato di potassio e vari ordigni artigianali, tra cui un candelotto chiuso da cento monetine. Gli stavano dietro per sospetto di terrorismo internazionale: era seguito passo passo dall’Fbi, che lo segnalò alle forze di polizia italiane. Su internet Illarionov postava di tutto e di più. Compresa una sua foto con la pistola, dove farneticava di realizzare una strage di bambini. Dai controlli che seguirono, gli investigatori scoprirono che fu lui l’attentatore di Santa Rosa 2015. Poi, la mattina del 29 luglio 2018, le nuove accuse di attentato alla pubblica sicurezza e strage da parte della Procura.
Il suo avvocato difensore ha commentato a caldo: “Aspettiamo di leggere la sentenza, ma per ora posso dire che il ragazzo è contento di non essere stato condannato per strage”. Ancora più diplomatico il capo della procura Paolo Auriemma: “Attendiamo di conoscere le motivazioni della Corte”.

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