S. Valentino ancora aperto, Callara a secco. S. Albino ancora da bucare da 5 lunghi anni

Siccome l'avvocato Giacomo Barelli, consigliere comunale di opposizione, ha più volte denunciato in consiglio comunale tale immobilismo, lo abbiamo interpellato per sapere come stanno le cose

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INGRESSO DEL POZZO SAN VALENTINO
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La situazione del S. Valentino e del S. Albino rimane sempre la stessa, come se fosse stata ingessata da qualcuno che non vuole saperne di farla tornare alla normalità. Siccome l’avvocato Giacomo Barelli, consigliere comunale di opposizione, ha più volte denunciato in consiglio comunale tale immobilismo, lo abbiamo interpellato per sapere come stanno le cose.

Avv. Barelli ha qualche idea su come sbloccare l’immobilismo della Gestervit?

La situazione è paradossale perché c’è una sentenza del Tar passata in giudicato dal 21 giugno 2016 (quasi tre anni fa N.d.R), e c’è l’ordinanza n° 113 del 2/12/2014 del sindaco Leonardo Michelini che ordina alla Gestervit, alla Società COGECO, alla Ditta Sprint Technology e alla Ditta Bertoccini Mario, singolarmente e in solido, l’immediata sospensione degli emungimenti del pozzo denominato S. Valentino, la chiusura dello stesso e l’interdizione dell’area.

Quindi le carte sono tutte a posto? 

Si. Gli atti giuridici sono stati tutti espletati e io mi domando come mai l’Autorità giudiziaria non faccia niente per obbligare il Comune a fare osservare l’ordinanza di Michelini. Io ho denunciato questo stato di cose in tanti consigli comunali, ma come potete vedere non è successo niente

Barelli

Ma secondo lei chi dovrebbe fare i lavori?    

L’ordinanza ordina il ripristino alla Gestervit e alle altre società che hanno procurato il danno che sono citate nell’ordinanza. Ora se la Gestervit non li fa sembra che l’unica via di uscita sia che li faccia il Comune con la formula “in danno”.

Ma secondo lei chi dovrebbe controllare lo stallo di questa situazione ormai incancrenita?

Secondo me è l’Autorità giudiziaria che dovrebbe controllare come mai il Comune non faccia applicare l’ordinanza firmata dal sindaco Leonardo Michelini.

Calcestruzzo nel san valentinoA questo punto pensiamo sia necessaria un poco di storia per chiarire ai nostri lettori, tutti gli aspetti di questo problema. Tutto prende l’avvio alle ore 15,30 del giorno 25 novembre 2014, quando una telefonata dal Bullicame avverte che a seguito di lavori in un terreno limitrofo, la “callara” è scesa di livello e non alimenta più le vasche balneabili a ridosso della sorgente. Sul posto, il Bullicame è in una situazione disperata. Il livello della “callara” è ben 50 cm. sotto al livello di sfioro. La Gestervit ha “pulito” la sorgente di S. Valentino senza alcuna autorizzazione, e dopo questa operazione i flussi termali della sorgente del Bullicame, sono confluiti tutti nel S. Valentino. La sorgente naturale S. Valentino è diventata un pozzo artesiano e succhia tutta l’acqua che prima alimentava la sorgente del Bullicame.

Passano giorni convulsi durante i quali si cerca di capire tutte le responsabilità e il 2 dicembre 2014 il sindaco Leonardo Michelini emette un’Ordinanza in cui comanda la chiusura del pozzo S. Valentino e ne vieta qualsiasi uso. La Soc. Gestervit immediatamente presenta ricorso al Tar per l’annullamento dell’Ordinanza e, vista la complessità della materia, ottiene subito la sospensiva di un anno e poi di un altro anno e siamo arrivati al 2016. Il 21 giugno del 2016 il Tar pronuncia una sentenza che condanna la Gestervit e le altre società che hanno lavorato con la Gestervit al ripristino dei luoghi. Da quel giorno abbiamo assistito a un lungo palleggio di responsabilità e ancora oggi non è stato fatto niente. Tutto è ancora fermo al 25 novembre 2014 e nessuno ha fatto qualcosa. Ci domandiamo se tutto sia regolare e se ci sono responsabilità, per questa sentenza del Tar passata in giudicato e disattesa e per questa ordinanza sindacale non attuata.

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