La stragrande maggioranza degli incidenti mortali in agricoltura si sono verificati per causa del ribaltamento del trattore

Safety day all’Unitus, ecco come contrastare gli infortuni sul lavoro

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Nel settore agricolo, a livello nazionale, si osserva nell’ultimo quinquennio un decremento di infortuni totali del 26,4%, passando dai 36.207 del 2016 ai 26.659 del 2020, con un calo nell’ultimo biennio del 19,4%. Nel centro Italia il decremento è ancora più rilevante con, rispettivamente, -27,2% e -21,9%.

In provincia di Viterbo si è passati dai 253 infortuni del 2016 ai 193 del 2020 con un calo del 23,7% (-19,6% nel biennio 2019-2020). Nelle altre provincie del Lazio il peso infortunistico dell’agricoltura, rispetto agli altri settori, è di circa il 2%, mentre nella provincia di Viterbo questo valore sale all’11%. Si tratta di dati presi in valore assoluto, non rapportati né al numero di addetti né al numero di ore lavorate nel settore. Inoltre, in agricoltura è da sottolineare la gravità degli eventi infortunistici essendo per la maggioranza infortuni gravi, gravissimi e mortali. Questi i dati, tra i molti, emersi durante l’undicesima edizione della giornata di studio “Safety Day” svolta nei giorni scorsi sotto la direzione del professor Massimo Cecchini (Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’UNITUS) Associato di Meccanica Agraria e vice presidente Associazione Italiana di Ingegneria Agraria 5a Sezione – Ergonomia ed organizzazione del lavoro.

L’evento è stato organizzato, dal Laboratorio di Ergonomia e Sicurezza del Lavoro dell’Università della Tuscia in collaborazione con l’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria, la Regione Lazio, le ASL di Latina, Rieti, Roma 6 e Viterbo, e patrocinato dalla Direzione Regionale Lazio dell’INAIL, dall’ente bilaterale agricolo Fimavla-Ebat, dagli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Viterbo e della Provincia di Roma e dalle principali Associazioni di categoria e sigle sindacali agricole. Nel periodo gennaio – agosto 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, si è osservata, nel Lazio, una riduzione dell’1,9% degli infortuni denunciati ad INAIL, ma nella provincia di Viterbo si è avuto un aumento del 24,4% (da 127 a 158 infortuni denunciati nel semestre di riferimento). Considerando, però, la situazione anomala del 2020 (dovuta alla pandemia) è forse opportuno confrontare i dati del 2021 con quelli pre-pandemici del 2019: in questo caso non si osservano particolari variazioni di infortuni denunciati in provincia di Viterbo. Riguardo gli infortuni mortali, lo S.Pre.S.A.L. della ASL di Viterbo ha registrato, nel periodo 2014-2021, 24 casi in agricoltura e selvicoltura (pari al 75% del totale), contro i 5 in edilizia e i 3 in altri comparti.

La stragrande maggioranza degli infortuni mortali in agricoltura si sono verificati per causa del ribaltamento del trattore: è il caso, ad esempio, dell’unico evento verificatosi fino ad ora nell’anno corrente in provincia di Viterbo. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 poi pone tra i suoi obiettivi quello di favorire l’emersione delle malattie professionali sia per garantire i benefici previdenziali ai lavoratori che ne sono affetti, sia per abbattere i rischi che ne hanno determinano l’insorgenza. Nel quinquennio 2016-2020 sono state denunciate, in Italia, oltre 54 mila malattie professionali, di cui 3.311 nel Lazio (461 a Viterbo pari al 14% regionale). Il peso percentuale del settore agricolo per quanto riguarda il fenomeno delle malattie professionali è del 19,1% a livello nazionale, del 18,1% nel Lazio e del 25,4% in provincia di Viterbo. Il rapporto tra malattie professionali del quinquennio sul numero di occupati è, in Italia, del 5,9%, nel Lazio del 6,1% e in provincia di Viterbo dell’8,9%. A livello nazionale, purtroppo, alcune importanti misure tardano ad essere attuate: ad esempio l’obbligo di revisione periodica dei mezzi agricoli, benché prevista da un decreto del 2015, è stato in Italia continuamente procrastinato a causa della mancanza di un decreto attuativo, mentre laddove entrato in vigore (come in Germania e in Inghilterra) si è dimostrato una carta vincente facendo registrare una drastica diminuzione di infortuni gravi o mortali nel settore agricolo. “Ancora oggi, per le nostre strade, – afferma il professor Massimo Cecchini – vediamo circolare trattori con arco di protezione dal ribaltamento abbassato o, peggio, non presente, e privi di cintura di sicurezza, contravvenendo a fondamentali regole del Codice della strada. Questo evidenzia una scarsa sensibilità ai problemi di sicurezza da parte degli operatori agricoli e forestali. Evidenza confermata anche dai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia Stradale, che hanno preso parte alla tavola rotonda organizzata nell’ambito del Safety Day”.

Per contrastare il fenomeno infortunistico alcune azioni saranno avviate sul territorio: tra queste vi è il “Piano mirato di prevenzione nelle aziende del settore forestale”, strumento utilizzato dai Servizi Pre.S.A.L. delle ASL che coniuga l’attività di assistenza con l’attività di vigilanza. Altra azione, non meno importante, prevede la realizzazione di una campagna informativa rivolta agli agricoltori sui requisiti per la circolazione dei mezzi agricoli (in particolare l’uso del roll-bar e della cintura di sicurezza) che sarà seguita da rigorosi controlli su strada effettuati dalle forze dell’ordine.

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