Le previsioni di Confcommercio sull'avvio (a singhiozzo) degli sconti invernali in tutta Italia e il decalogo per uno shopping sicuro ai tempi della pandemia

Saldi: domani la partenza nel Lazio, ma il Covid taglia di un miliardo la spesa

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Domani, 12 gennaio, inizieranno ufficialmente i saldi invernali 2021 anche nel Lazio. Sono molte le regioni in cui gli sconti sono già in vigore da alcuni giorni: Campania, Sicilia, Basilicata, Molise, Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Puglia e Sardegna hanno iniziato il 2 gennaio; Calabria e Abruzzo il 4, Lombardia e Piemonte il 7, mentre nelle altre zone si partirà tra il 16 e il 30 gennaio.

Quest’anno a causa dell’emergenza Covid le previsioni sull’andamento dei saldi rappresentano più che mai un’incognita: stando all’analisi di Confcommercio, lo shopping invernale interesserà oltre 15 milioni di famiglie e ogni persona spenderà circa 110 euro, muovendo però in totale 4 miliardi di euro contro i 5 miliardi dell’anno scorso.

Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, ha parlato dell’avvio a singhiozzo dei saldi invernali 2021 spiegando che “quest’anno, a causa del drammatico momento che sta attraversando il settore moda per l’emergenza Covid-19 e delle conseguenti gravi restrizioni alle attività economiche, complice anche l’impossibilità di spostamenti da una regione all’altra per motivi di shopping, le regioni hanno assunto decisioni diverse sulla data di avvio dei saldi, rispondenti a specifiche esigenze territoriali“.

“Il 2021 – aggiunge Borghi – inizierà comunque con un gennaio di saldi del buon auspicio, perché rappresentano un volano d’affari importante per l’economia e soprattutto un’opportunità per i consumatori che possono acquistare i prodotti tanto desiderati a prezzi ribassati. Ai negozi servono per incassare la liquidità necessaria per pagare tasse, dipendenti, fornitori, affitti, costi fissi e utenze, ma anche per far fronte agli investimenti necessari agli ordinativi delle nuove collezioni. Tuttavia, non rappresentano certo un momento di sviluppo perché erodono una marginalità divenuta sempre più di sopravvivenza. È importante, però – conclude– che l’Italia non si fermi ancora perché un nuovo lockdown rappresenterebbe un danno irreparabile per il settore moda. L’invito è poi rivolto ai consumatori per un acquisto in sicurezza e sostenibile, a chilometro zero presso i negozi di prossimità”.

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base sui saldi ai tempi del Covid:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
  6. Rispetto delle distanze: occorre mantenere la distanza di un metro tra i clienti in attesa di entrata e all’interno del negozio.
  7. Disinfezione delle mani: obbligo di igienizzazione delle mani con soluzioni alcoliche prima di toccare i prodotti.
  8. Mascherine: obbligo di indossare la mascherina fuori dal negozio, in store ed anche in camerino durante la prova dei capi.
  9. Modifiche e/o adattamenti sartoriali: sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.
  10. Numero massimo di clienti in store: obbligo di esposizione in vetrina di un cartello che riporti il numero massimo di clienti ammessi nei negozi contemporaneamente.

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