Salviamo le nostre fontane! L’ impegno del sindaco, la sferza di Faperdue

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Lo stato di usura delle fontane viterbesi è un’ altro dei tanti problemi che danneggiano l’ immagine artistica e culturale di questa città.

L’amministrazione comunale – assicura il sindaco Arena – se ne sta occupando. Piccoli lavori di manutenzione e costi contenuti, che difficilmente riusciranno nell’ impresa di far risorgere a nuova vita uno dei patrimoni che più caratterizzano e nobilitano quella che fu la Città dei Papi.

Allora Viterbo era una città “fiera e forte”, come la descrive Giovanni Faperdue.

Del resto, ripercorrendo la sua storia, ci si accorge di come le fontane siano parte essenziale di ogni aspetto della vita dei cittadini.

“A quel tempo – ricorda Faperdue – in ogni piazza c’era una fontana. L’acqua non arrivava in casa ed averne una per ogni piazza significava essere all’avanguardia nei servizi offerti ai cittadini.”

Si utilizzava anche una tecnica chiamata ‘ricasco’: “Un sistema che permetteva alla fontane di rifornirsi a catena – racconta lo storico – L’ acqua che esce dalla Fontana Grande, cioè, andava ad alimentare la fontana di Palazzo dei Priori, che poi andava ad alimentare quella dei Leoni situata in Piazza delle Erbe e poi quella di Piazza del Gesù. Nel tempo, purtroppo, le condutture si sono inesorabilmente deteriorate”.

I problemi, spiega Faperdue, “ebbero origine con l’ amministrazione Meroi, che decise di alimentare la fontane di Viterbo con l’acqua proveniente dall’acquedotto. Il danno fu notevole: in primis per l’erario comunale, perché si dovette cominciare a pagare l’acqua utilizzata per far funzionare le fontane. In secondo luogo – rileva– l’acqua dell’acquedotto conteneva un’ elevata quantità di cloro che imbiancava il peperino delle fontane. Questa situazione è durata per tanti anni: adesso di acqua se ne manda poca e quella poca che arriva non riesce ad imbiancare. In questo modo le fontane sono state rovinate, per di più a dettimento dei conti del Comune”.

Intervenire su condutture che risalgono al 1200 sarebbe impossibile, adesso, senza ingenti finanziamenti ad hoc.

“Il sindaco Arena ha garantito che le metterà a posto, e spero sia la volta buona – si augura lo storico viterbese – perché non sono solo un simbolo della nostra storia, ma sono monumenti che abbelliscono le nostre piazze aiutando Viterbo a diventare una vera città turistica”.

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