Salvini rinviato a giudizio per il caso Open Arms. Rischia 15 anni di carcere per “una decisione politica”

"Una decisione dal sapore politico più che giudiziario" è come il leader della Lega reputa la decisione del giudice Jannelli

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È una decisione dal sapore politico più che giudiziario” ha detto Matteo Salvini subito dopo il rinvio a giudizio per il caso Open Arms; un caso che ormai va avanti da mesi ma sul quale il leader della Lega si è sempre mostrato “sereno”, certo del volgere dei fatti a suo favore.

Per chi non lo sapesse, la pena potrebbe ammontare addirittura a 15 anni di carcere: tanto spetta (al massimo) a chi viene accusato di sequestro di persona con minori coinvolti. Eppure Salvini, dalla sua, trova nella Costituzione un articolo che secondo lui è quello che gli permetterà di risolvere la questione: il 52 che recita così

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”

Ed è difficile dar torto a chi, in ogni caso, venne appoggiato dal resto del Governo e del consiglio dei ministri, i quali avrebbero potuto intervenire per evitare il tutto e che invece oggi fanno come Ponzio Pilato.

E’ bene tuttavia specificare e sottolineare quanto il rinvio a giudizio non significhi per nulla in sé che il leghista sia colpevole. Il giudice Lorenzo Jannelli, infatti, ha semplicemente accolto la richiesta della procura di Palermo di processare Matteo Salvini. Dopo ieri, dunque, si ha solamente la certezza che dovrà andare a processo. Quella appena conclusa era solamente l’udienza preliminare dove il giudice non doveva valutare se sussistesse o meno la responsabilità penale di Matteo Salvini. Jannelli non ha dovuto valutare se Salvini fosse colpevole o meno, ma solo se ci fossero elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio.

La prima udienza si svolgerà il 15 settembre prossimo, e tutta Italia sarà in attesa di scoprire un verdetto che implica il futuro di Salvini e dello stesso Stato Italiano.

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