San Carluccio, la Rete d’Imprese dona a Viterbo delle sculture. L’ideatore avverte: “Non sono panchine”

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piazza san carluccio
Le nuove "sedute" di piazza San Carluccio

Grazie a un finanziamento regionale, la Rete d’Imprese di Viterbo ha installato in piazza San Carluccio, cuore del quartiere di San Pellegrino, delle opere di decoro urbano che portano la firma della giovane architetto Martina Spatoliatore.

“Il progetto è stato realizzato con i materiali-simbolo della Tuscia – ha detto la Spatoliatore – peperino e ceramica. Le sculture rappresentano l’unione tra l’uomo e l’ambiente, le pietre sono tutte diverse tra loro come accadrebbe in natura”. La scritta che riporta sul totem il nome della città è forata, “così quando è attraversata dai raggi del sole il nome di Viterbo si proietta per terra per dare il benvenuto ai turisti”, ha spiegato l’architetto del progetto. L’assessore ai Lavori Pubblici Laura Allegrini ha detto che “progetti del genere contribuiscono a rendere bello e fruibile il centro storico per i cittadini e i turisti e a rivalutare le piazze. L’uso della ceramica è elemento di grande rilievo, dato che Viterbo è stata nominata, due anni fa, città della ceramica”. L’assessore allo Sviluppo Economico Alessia Mancini ha spiegato che Viterbo è diventata uno dei cinque membri al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico per la ceramica di valore. “Un grande onore per la nostra città, qualcosa di cui andare veramente fieri”, ha detto l’assessore Mancini.

Al termine della presentazione, l’architetto Spatoliatore ha avvertito che le sculture in peperino non sono fatte per sedersi a lungo: “Non scambiamole per panchine”, ha detto infatti l’architetto. E il sindaco Giovanni Arena, che si era “accomodato” insieme all’assessore Allegrini, è subito scattato in piedi.

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