San Lorenzo, addio prima e quarta elementare, il sindaco sbotta: “Piccoli comuni abbandonati”

Massimo Bambini contro l’organizzazione scolastica: “Così non va”

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massimo bambini
Il sindaco di San Lorenzo Massimo Bambini

Un anno scolastico che sta per partire con l’amaro in bocca per San Lorenzo Nuovo. Infatti, la prima e la quarta elementare non ci saranno.

E il sindaco Massimo Bambini non ci sta. “La dirigente dell’istituto comprensivo di Grotte di Castro, del quale fa parte anche il plesso scolastico di San Lorenzo Nuovo, mi ha comunicato ufficialmente che la richiesta di potenziare l’organico della nostra scuola primaria non è stata accolta dagli organi preposti e che pertanto, per l’anno scolastico 2019/2020 le classi prima e quarta non potranno essere aperte andando, così, ad aggiungersi alla terza media, già da tempo costretta a emigrare”.

Il sindaco esprime tutta la sua contrarietà “per una legge sull’organizzazione scolastica, e in particolare per il dpr 81/09, che non tiene in alcun conto delle esigenze dei piccoli comuni e soprattutto delle famiglie. Anno dopo anno assistiamo impotenti a tagli di classi, prima, e di interi plessi scolastici, poi, che ci penalizzano in maniera incredibile e creano enormi disagi per le famiglie costrette a portare o a far trasportare i propri figli, anche piccolissimi, in altri paesi con tutto ciò che ne consegue economicamente e logisticamente. Possibile che la politica ai vari livelli non si sia mai seriamente interrogata su questo sistema che, sta contribuendo in maniera determinante allo spopolamento dei piccoli comuni? Possibile che non ci si accorge del danno arrecato alle famiglie? Si fanno battaglie per il territorio, per l’immigrazione, per l’ambiente, per l’acqua pubblica, ma per la chiusura delle scuole nei piccoli comuni non ho mai sentito una voce seria levarsi contro in maniera convinta se non quella delle famiglie?”.

E ancora: “Sono molto amareggiato per questa situazione che, tra l’altro, invece di consentire dei risparmi aumenterà i costi di tutti con i comuni costretti a fare la spola per trasportare gli studenti da un posto all’altro. Confido che la politica, quella ad alti livelli, di qualsiasi colore essa sia, prenda a cuore questo mio grido di dolore e si attivi in qualche modo per modificare la legge. La scuola è un bene prezioso che deve essere reso disponibile facilmente all’utenza; non si può continuare a creare difficoltà a migliaia di famiglie e contribuire all’agonia dei comuni più piccoli solo per risparmiare qualche cattedra.

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