Centro storico, turismo e prospettive future; la parola alla presidente del Comitato di Quartiere di San Pellegrino

San Pellegrino in Fiore, Elena Pierini: “No al ‘mordi e fuggi’, Viterbo punti sul turismo di qualità!”

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La rinuncia da parte dell’Ente privato che si è occupato di portare avanti le 33 edizioni di “San Pellegrino in fiore” ha lasciato i cittadini col fiato sospeso. Sono in molti a interrogarsi sul futuro di questa manifestazione e – in generale – del turismo a Viterbo.

Quali possibilità abbiamo, sul breve e lungo periodo, per incentivare la nostra città e, in particolare, il suo centro storico? Come immaginiamo il futuro della Città dei Papi?

Elena Pierini, presidente del Comitato San Pellegrino

Lo abbiamo chiesto a Elena Pierini, presidente del Comitato di Quartiere di San Pellegrino.

Cosa ha rappresentato dal punto di vista turistico e per la città “San Pellegrino in fiore” fino ad oggi?

“San Pellegrino in fiore rappresenta ormai una tradizione per la città, un evento molto amato da residenti e cittadini, che valorizza il centro storico e che attira un gran numero di visitatori. Purtroppo negli ultimi anni la manifestazione ha perso molto del suo fascino e si è andata trasformando in una sorta di mercatino dei fiori, tra l’altro abbandonato da molti importanti espositori. Non sta a noi dire quali sono i motivi che hanno causato questo decadimento, ma indubbiamente la manifestazione ha bisogno di essere un po’ ripensata, con il supporto di nuove idee e di nuovo entusiasmo. Staremo a vedere che cosa ha in mente l’Amministrazione per il futuro”.

Il Sindaco Arena ha rassicurato che l’evento si svolgerà comunque e che verrà fatto un concorso di idee aperto a tutte le associazioni interessate. Cosa si potrebbe fare nel concreto, per migliorare l’offerta di questa manifestazione?

“Innanzi tutto occorrerebbe ridare il giusto peso agli addobbi delle piazze e delle fontane, che mettano in risalto la bellezza del nostro centro storico e pongano in primo piano la città, piuttosto che l’aspetto commerciale del mercato di fiori. Si potrebbero coinvolgere anche i residenti, sollecitandoli ad abbellire con fiori e piante le loro facciate.
Andrebbero anche selezionati gli espositori, per attirare in città non solo gli amanti del giardinaggio, ma anche gli esperti e i cultori, al fine di rendere la manifestazione una delle tappe irrinunciabili per gli appassionati del settore, come è successo in altre città, ad esempio Lucca o Perugia”.

Dopo il periodo natalizio, durante il quale i musei a Viterbo hanno registrato un forte aumento di visitatori, stanno per partire i festeggiamenti del Carnevale e le aspettative sono molto positive. Possiamo parlare di un’inversione di tendenza dal punto di vista turistico a Viterbo? Qualcosa si sta muovendo?

“Sicuramente il turismo si sta muovendo a Viterbo, anche se il fenomeno non è molto appariscente. Lo testimoniano l’aumento degli introiti della tassa di soggiorno e la notevole proliferazione delle strutture di accoglienza, B&B e case vacanza soprattutto, che nonostante l’aumento della concorrenza registrano una forte presenza di turisti; e i numeri in crescita dei visitatori dei musei, dei siti archeologici e dei giardini storici testimoniano che i turisti vengono per visitare la città, per godere delle terme e per esplorare il nostro territorio, che presenta una grande ricchezza di attrattive sia storico-artistiche che naturalistiche.
Nè va dimenticato il fatto che Viterbo è una tappa importante lungo il cammino della via Francigena, che negli ultimi tempi sta avendo un forte rilancio. Ci sono diverse strutture in città, oltre agli alberghi e i B&B, che accolgono in particolare i pellegrini e tutte documentano un numero di presenze molto rilevante.
Tutto questo ci dice qualcosa di importante: ben vengano le manifestazioni come ‘San Pellegrino in fiore’ o il ‘Villaggio di Natale’, che però attirano per lo più un turismo mordi e fuggi, che non porta reali benefici alla città, è ora invece che si pensi alla organizzazione di grandi eventi, di forte valenza culturale, che attraggano a Viterbo un turismo stanziale di qualità, che possa contribuire a risollevare la città dalla crisi in cui versa”.

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