Sanità, ASL Rieti convoca riunione: 19 mila cittadini sul piede di guerra in cerca di risposte

Reatini sul piede di guerra contro la ASL, che da anni - affermano - non risponde alle loro domande sul futuro della sanità locale

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Con una nota, il Coordinamento Diritto alla Salute di Rieti risponde alla convocazione per l’evento organizzato dalla ASL reatina affermando che molte sono ancora le domande senza risposta che oltre 19 mila cittadini attendono da anni.

L’appuntamento, rinviato per la terza volta in due mesi e ora fissato per il 25 di luglio, vedrà la partecipazione dell’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, personalità con la quale il Coordinamento attende da tempo di incontrarsi per discutere di molti punti.

“La Giornata di studio organizzata dalla ASL è ben altra cosa rispetto alle richieste del popolo delle 19.000 firme. Infatti non siamo stati espressamente contattati per trattare i temi specifici per cui ci siamo mobilitati da anni.

Ci fa piacere che l’Assessore D’Amato venga a parlare della Sanità reatina e speriamo possa prendere concreti impegni per salvaguardare la salute dei nostri concittadini. Apprezziamo inoltre che la Regione Lazio ponga attenzione alla Sanità reatina ma siamo costretti come Coordinamento a declinare l’invito in quanto aspettiamo ancora dall’Assessore un appuntamento per discutere dei temi specifici che, ricordiamo, sono i seguenti:

  • Ritiro del decreto sul laboratorio analisi annunciato più volte (ma non ancora pubblicato,speriamo sia la volta buona);
  • Ritiro del decreto sull’immunotrasfusionale che prevede Rieti solo punto di raccolta delle sacche di sangue per in Centro del San Filippo Neri di  Roma;
  • Modifiche sul prospettato depotenziamento della Anatomia Patologica con l’obbligo del trasferimento a Roma dei pezzi istologici per la lettura degli stessi;
  • In particolare l’applicazione dell’art. 17 bis legge 45/2017 a salvaguardia e potenziamento dei servizi sanitari in area sismica, che ha già trovato applicazione concreta nella vicina Regione Abruzzo, e senza il quale ogni programma di miglioramento e richiesta di risorse sarebbe  inevitabilmente  bloccato dalle ferree limitazioni del Dcreto n. 70/2015 Balduzzi/Lorenzin e dalle norme della Spending Review del famigerato Governo Monti.

Parteciperemmo volentieri al dibattito che speriamo si aprirà anche sulla costruzione del nuovo ospedale con l’intento di conoscere la tipologia del Presidio, sollecitare la salvaguardia dei diritti socio-sanitari  e garantire i servizi sanitari necessari per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. Non siamo invece disponibili ad un falso coinvolgimento venendo solo chiamati a ratificare decisioni già prese altrove e con altri protagonisti.
Come prevedono le numerose disposizioni vigenti le Associazioni devono collaborare alla formulazione delle Proposte, nella elaborazione ed organizzazione dei Progetti e nel loro monitoraggio in itinere e finale.

Questa è la sussidiarità che noi intendiamo e auspichiamo e che è richiamata nella legislazione vigente. In tale ottica rinnoviamo la disponibilità ad un confronto costruttivo, sia con la Asl,  che con la Regione Lazio,chiedendoci con preoccupazione perchè Sindaci, ASL e Regione si ostinano a rifiutare la collaborazione dei cittadini che sono i diretti interessati nonchè finanziatori della sanità pubblica; di cosa hanno paura? cosa devono nascondere dietro balletti di dati mai aggiornati e troppo spesso non reali?”

Così in una nota il Coordinamento Diritto alla Salute

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