Le giurie, le polemiche, la verità

Sanremo 2019, la 69a edizione: chi ha votato chi?

Analizziamo le reazioni al voto della giuria del Festival di Sanremo attraverso gli occhi e la presenza sul posto di uno dei protagonisti della giuria.

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Mai come quest’anno le reazioni al voto delle giurie al Festival di Sanremo è stato così violento. Ma come, se senti in giro non interessa a nessuno, nessuno l’ha visto eppure si sono scatenate le reazioni più disparate.

Si è parlato di incompetenza delle giurie, di condizionamento politico, di manipolazione elettorale. Ma cosa è successo veramente. Analizziamo la cosa attraverso gli occhi e la presenza sul posto di uno dei protagonisti della giuria. Vi chiedo scusa se parlo di me, ma io sono uno di quelli, componente della giuria della sala stampa, che è stato messo in croce dalle critiche e dai pettegolezzi. Andiamo per ordine. Per tanti anni il voto al Festival di Sanremo veniva espresso esclusivamente dal televoto. Un voto, in apparenza, popolare, erano gli spettatori in teoria che telefonando esprimevano la loro preferenza. Ben presto ci si è accorti che, le case discografiche, incaricavano dei call center ad esprimere il voto per i propri cantanti, falsando completamente il risultato: non era la volontà popolare ma la volontà di chi aveva più soldi da spendere nei call center. Si pensò di inserire delle giurie di esperti che rimodulassero leggermente il voto.

Chi meglio dei critici musicali presenti in sala stampa potevano svolgere questo incarico? I critici musicali vennero affiancati da un’altra giuria di esperti presi dal mondo della musica. Quest’anno la giuria di esperti è stata sostituita da una nuova giuria che hanno chiamato “Giuria d’onore” formata da attori, attrici, un giornalista politico, un cuoco e l’unico esperto Mauro Pagani con la funzione di presidente. Vediamo cosa è successo veramente nell’ultima serata. Nella serata del sabato erano previste due votazioni, la prima designava i tre finalisti, la seconda votazione proclamava il vincitore del Festival, anzi, la canzone vincitrice. Per la seconda votazione c’erano solo cinque minuti di tempo. I critici musicali (259 aventi diritto al voto) e la Giuria d’onore, dovevano digitare un numero di tre cifre abbinato a uno dei tre cantanti: Mamhood, Ultimo e Il volo.

Troppo poco il tempo per il televoto, non ci sono prove solo illazione ma pare che dai call center siano arrivati una valanga di voti, mentre i critici e la giuria d’onore si sono orientate sul ragazzo milanese con il padre arabo. Così sono andate le cose. Forse questo è il motivo della reazione scomposta verso i giornalisti di Ultimo che durate la conferenza stampa finale si è rivolto ai giornalisti con queste parole: “…voi vi credete di essere chi sa chi in questa settimana, non siete nessuno, avete rotto il Ca**o!”

Ma da un borgataro non ci si poteva spettare altro, probabilmente fa parte del personaggio che ha voluto creare, visto che il suo album in uscita sarà tutto in romanesco.

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