Santa Barbara, l’altra faccia di Viterbo tra problemi e speranze

Centri commerciali e negozi verso via Porsenna furono i primi segnali di una futura realtà che prende sempre più piede.

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Considerato da sempre un vero e proprio paese, Santa Barbara è il quartiere più polato di Viterbo considerando la sua popolazione che ha sfiorato i 13 mila abitanti in 30 di creazione del posto. Un luogo dove prima sorgevano immense campagne e distese verdi per poi, all’inizio del 1989, vennero concesse, dal privato che possedeva i terreni, le autorizzazioni per le costruzioni. Nacquero le prime vie come piazzale degli Etruschi e l’immensa struttura a quadrato di via Tagete per poi pian piano ampliarsi fino alla costruzione della chiesa nel 1992.

Centri commerciali e negozi verso via Porsenna furono i primi segnali di una futura realtà che prende sempre più piede. Un piccolo mondo urbano che a volte è lasciato a sé stesso considerando i grandi problemi riscontrati durante il passare degli anni.

Veniva definito il “Bronx” di Viterbo, nomina subito cancellata dalla protesta di imprenditori e di ricche famiglie che si sentirono offese per il termine. Una terminologia purtroppo associata ai giri di delinquenza e spaccio che si verificarono nei primi anni 2000 per poi cessare quasi definitivamente grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

Abbiamo voluto sentire Maria, 55 anni, una delle prime abitanti del popoloso quartiere: “Quando venni ad abitare qua con mio marito e mio figlio di un anno era tutta campagna. Un posto stupendo e da dove abitiamo negli anni 90 si intravedeva la Palanzana. Poi continuarono a costruire fino ad allargare il territorio alla Capretta. Dispiace tanti mal giudizi nati da voci infondate, purtroppo il quartiere non è stato mai sempre curato e salvaguardato dalle amministrazioni… anzi sono venuti solo e sempre durante le campagne elettorali. Nel 2003 qualche abitante voleva nel tempo far richiesta di staccare Santa Barbara da Viterbo visto il notevole numero di abitanti”.

Anche le situazioni sociali non sono delle migliori, purtroppo un 20% della popolazione non riesce ad arrivare a fine mese chiedendo aiuto e supporto alla Parrocchia, una vera istituzione per il posto e accanto ai giovani nel crescerli nel nome del rispetto e dell’educazione.

Un luogo che potrebbe essere sfruttato come punto di ritrovo giovanile o addirittura un centro sportivo con la propria cittadella visti gli impianti sportivi presenti come il campo scuola, il rugby e il baseball. Tante sarebbero le cose da fare e da aggiustare come il senso unico di cui un 45% delle persone si lamenta.

Un’isola che potrebbe essere felice ma che ha bisogno del sostegno delle istituzioni. La pazienza però ha un limite: da 7 anni alcuni abitanti avevano richiesto “l’indipendenza” da parte del Comune per la non vicinanza al quartiere e per la motivazione che Santa Barbara è stata sempre vista come il “covo d’oro” dei voti in campgna elettorale con promesse mai mantenute e con problematiche mai affrontate da nessuna amministrazione, questione che ha portato tanto malcontento tra gli abitanti. Anni fa manifestarono per strada alcuni singoli gruppi…se la situazione continuerà così cosa ci sarà da aspettarsi?

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