Santa Rosa: le sedie, le tribune e lo spettatore indesiderato: il terrorismo

Le ragioni della sicurezza, presero il comando di tutto il trasporto. Vi ricordate Denis Illarionov?

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Tribune di Santa Rosa a piazza del Plebiscito

sagginiQuello spettacolo a dire poco indecente (eufemismo) ancora me lo ricordo. A Viterbo era diventata una tradizione quasi secolare: tutte le sedie riposte in cantina o in soffitta, venivano rispolverate in occasione della sera del tre settembre, e collocate lungo il percorso della Macchina.

Non potete immaginare che campionario da rigattiere degli orrori, si presentasse agli occhi del visitatore o del turista. C’erano sedie impagliate e qualcuna anche sfondata; c’erano sedie della camera da letto (rigorosamente senza braccioli); sedie vecchie della cucina di legno, con una colonia di tarli ancora a rosicchiare; sedie con inginocchiatoio (prese in qualche sagrestia); sedie in ferro; sedie in alluminio; sedie di plastica verdi, bianche, e nere; sedie scosciate e sedie senza piroli. Quello che abbiamo elencato è solo un modesto esempio di campionario delle sedie, che facevano bella (si fa per dire), mostra lungo i lati del percorso della Macchina di S. Rosa. Poi nel 2000 ci fu un’ordinanza sindacale che finalmente vietava di usare queste sedie e obbligava i cittadini che volevano metterle, ad usare le sedie messe a disposizione del Comune. Con una caparra di 15 euro si potevano noleggiare e porre lungo il percorso.

Per evitare che le sedie venissero portate via, si legavano tra di loro, e spesso a turno si guardavano. Ricordo quando Piazza del Plebiscito, ad eccezione delle sedie della prima fila, era tutta a disposizione degli spettatori in piedi. C’entravano più di duemila persone. Poi vennero le tribune, che crearono comodi posti di osservazione, e tanti scontenti per le persone che non erano riusciti a trovare un biglietto. Poi venne un ospite indesiderato: il terrorismo. E qui, le ragioni della sicurezza, presero il comando di tutto il trasporto. Vi ricordate Denis Illarionov? Nel 2015 voleva fare una strage. Lanciò un petardo contro la Macchina e, per nostra fortuna (e per intercessione di S. Rosa), non la colpì, e non successe nulla. Ma se il petardo fosse caduto e scoppiato tra le gambe dei Facchini, sapete immaginare cosa sarebbe potuto succedere? Ve lo racconto io perché l’ho sognato. La Macchina sarebbe sbandata paurosamente e sarebbe finita contro un palazzo. I pezzi della macchina cadendo avrebbero colpito a morte diversi spettatori. La folla presa dal panico sarebbe scappata in più direzioni, trovando le sedie ad ostacolare la sua fuga. Molte persone inciampando sulle sedie sarebbero cadute a terra, subito calpestate dalla folla che sopraggiungeva dietro di loro. I vecchi e i bambini sarebbero state le vittime più numerose di questo furioso e incontrollato panico.

Ma per fortuna questo era solo un sogno. Ma ciò non toglie che i responsabili della sicurezza, devono prevedere anche i brutti sogni. Ed ecco perché le sedie lungo le strade del percorso, non possono più essere messe. E anche le tribune, non sono state messe per ragioni di sicurezza. Purtroppo viviamo un’epoca in cui la tranquillità è venuta meno, anche nelle processioni e negli spettacoli di fede, come è il Trasporto della Macchina di Santa Rosa. Dobbiamo rassegnarci. In attesa di tempi migliori.

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